Come trascorrono i loro fine settimana i minorchini

Di Chiara Guzzonato

Ogni giorno d’estate, un minorchino si sveglia e sa che dovrà correre più di un italiano per accaparrarsi un lembo di sabbia di Macarelleta dove stendere il proprio asciugamano.

Per questo decide di non correre affatto e si dirige poc a poc verso il mercato della sua città a bere un café con leche, addentando un dietetico panino col cuixot o la sobrassada (salumi tipici).

Il rito del caffè

Intendiamoci: quando un minorchino vi chiede di andare a bere un caffè, non vi sta solo invitando a dedicargli mezzoretta del vostro tempo.

Un caffè al bar”, nella cultura minorchina (e spagnola in generale) dura dalle due alle sette ore (con buona pace del barista, che vedrà occupato il tavolino per un pomeriggio intero per un guadagno di tre euro in tutto).

Non esiste la concezione italiana del caffè al banco: se proporrete a un amico isolano di bere “un caffè al volo” vi guarderà come se gli aveste annunciato che è crollata la Naveta des Tudons dopo oltre tremila anni, e vi chiederà il perché di tanta fretta.

mercato ciutadella

Il mercato

Per questo motivo, gran parte della mattinata è dedicata al bar del mercato: i minorchini d’estate si svegliano abbastanza presto per evitare il caldo e si dirigono, chi in moto, chi in macchina, chi in bici, chi in sella al proprio cavallo (scherziamo – quelli che vedete ogni tanto per strada non vengono usati come mezzi di trasporto, ma solo montati per allenamento) verso il centro del paese, spesso intorno al mercato, dove si riuniscono con la propria combriccola di amici.

I gruppi, in una curiosa tradizione un po’ ottocentesca, sono rigorosamente divisi per sesso: gli uomini stanno con gli uomini, le donne con le donne. E si danno qualche sbirciatina

Campagna o mare

Finita la colazione e le chiacchiere, c’è chi va a controllare le verdure de s’hort (l’orto), generalmente attrezzato con una piccola casetta con o senza elettricità e luce, e chi invece si dirige verso la propria casa de campo (tipica casa di campagna, rustica e immersa nel verde) a preparare la paella della domenica, spesso in compagnia di familiari e amici.

I minorchini che invece preferiscono la vicinanza del mare (ma rigorosamente NON il sole: non vedrete mai un isolano che si crogiola sotto il sole agostano) vanno a prendere la fresca (il fresco) sotto i pini di Cala Algaiarens o Son Saura.

Qui imbastiscono tavolate degne di luculliani banchetti di nozze: formaggi, cocas (tipiche focacce dolci o salate), salumi di ogni tipo, insalate di riso e chi più ne ha, più ne metta.

Il pranzo

Prima di mettersi a tavola, che si tratti di spiaggia o campagna, non può mancare un bell’aperitivo con un bicchiere di gin limonada (rigorosamente con Gin Xoriguer di Mahon), dai locali detto ginet, che rinfresca nelle calurose giornate estive e rende tutti più allegri.

Il pranzo generalmente inizia tra le 15 e le 16, e si prolunga talvolta anche oltre le 18, fondendosi con quello che a Milano chiamerebbero apericena.

minorchini

Ippodromo

Un’altra attività tipica del fine settimana è andare all’ippodromo: il più conosciuto e frequentato è quello di Torre del Ram, nella zona turistica di Cala’n Blanes, a ovest di Ciutadella: ogni domenica alle 18 iniziano le gare (in tutto cinque), che vedono sfidarsi diversi cavalieri sulle loro bighe.

Qui si riuniscono gruppi di famiglie e amici, che bevono qualcosa al bar e fanno qualche scommessa, ma solo per gioco: si possono puntare al massimo tre euro.

Tramonto

I minorchini vanno in spiaggia quando i lupi ululano alla luna: più o meno nel momento in cui noi italiani abbiamo appena infilato le gambe sotto al tavolo e ci apprestiamo ad addentare un bel gamberetto appena fritto, loro si tuffano in acqua.

Le 19.30, le 20: è questo il loro orario preferito, quando le cale si svuotano dai turisti e il sole non scotta più sulla pelle.

Si portano qualche lattina di birra, una borsa frigo, e si siedono a contemplare il tramonto.

Le spiagge più gettonate sono quelle del nord, dalle quali si vede bene il sole che si getta sul mare.

Alla sera

Quando è sera, i minorchini più anziani si ritirano in casa: passeggiando per le stradine secondarie di Ciudadela li potete vedere, seduti sulle loro minorchine (non le mogli, ma le sedie tipiche), mentre prendono un po’ d’aria fresca e si godono il passaggio dei furasteri (stranieri).

Poi, a letto presto: la mattina dopo, se il mare permette e c’è calma xixa (calma piatta), si andrà a pescare all’alba.

E per pranzo, un bel piatto di serranos (sciarrani) fritti.