Romeo & Giulietta a Mahón, storia d’amore in tre atti
di Gloria Vanni
Nome: Antonella e Roberto
Cognome: Cutellese, Bottini
Nati a: Monza lei, Magenta lui
Professione prima di venire a Minorca: proprietari del ristorante gourmet La Corte a Lainate (Mi)
Professione a Minorca: proprietari della trattoria/ristorante Romeo & Giulietta a Mahón
C’è un momento, durante certi vagabondaggi, in cui capisci che stai per scoprire qualcosa che non troveresti in nessuna guida. A Mahón succede così. Ti diverti a perlustrare per il porto senza fretta, seguendo il profumo del mare, e poi ti fermi davanti a un nome. Romeo & Giulietta. In italiano, su un’insegna di Minorca. Entri quasi per istinto.
Li conosco da poco, Antonella e Roberto, ma la loro storia mi è entrata dentro con la stessa velocità con cui mi è entrato dentro il profumo del ragù che usciva dalla cucina. Lui, Roberto Bottini, è cuoco da sempre. Non per scelta ragionata ma (quasi) per vocazione biologica. La mamma non amava cucinare, racconta ridendo, e lui a 15 anni già faceva le stagioni in Romagna. Poi, studia all’alberghiero Carlo Porta a Milano, quindi fa esperienza in grandi hotel come il Four Season a Milano e alla trattoria dei camionisti. Il bello e il quotidiano, il lusso e la sostanza. Una formazione che si sente nel piatto.

Lei, Antonella Cutellese, liceo artistico, cresce tra i banchi dei mercati, tra salumi e formaggi e il peso del coltello da affettatrice che impari a maneggiare prima ancora di disegnare. A vent’anni apre la sua salumeria e gastronomia a Cusano Milanino. La portata avanti sette anni. Con quella tenacia silenziosa che riconosci nelle donne che sanno esattamente cosa vogliono, anche quando non lo dicono ad alta voce.
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Antonella e Roberto si incontrano in una discoteca a Pogliano Milanese. Due mesi dopo, escono insieme, poco dopo decidono di vivere insieme. Il 25 agosto 2016 si sposano — in Comune, perché le cose belle non hanno bisogno di scenografie — e aprono La Corte a Lainate. Un ristorante gourmet che in poco tempo ha attirato l’attenzione della Guida Michelin. Aperti sette giorni su sette, chiusi solo due settimane ad agosto e qualche giorno a gennaio. Una vita dentro la cucina, insieme.
«La ristorazione non è un bell’ambiente», dice Roberto con la tranquillità di chi ha fatto i conti con la realtà senza amarezza. «C’è poco rispetto tra colleghi, sei sempre sotto pressione, rischi di non vederti mai con tua moglie». Invece loro si vedono, sempre. Perché sono lì insieme, ogni giorno, lui in cucina, lei in sala con Maria, la mamma di Antonella, ad aiutare. Una famiglia che lavora come famiglia.

Poi, arriva il momento in cui non basta più ciò che stai facendo. Non per stanchezza, bensì per desiderio. Vogliono qualcosa di diverso, qualcosa che ancora non sanno nominare. La prima idea è la Costa Azzurra, la Francia. Ma la vita ha i suoi percorsi sghembi e meravigliosi.
A metà luglio 2025, un amico nonché cliente del ristorante — la cui figlia, Eleonora, vive a Minorca —, dice loro: «Andiamo a trovare mia figlia!». All’amore basta poco per scoccare e Minorca in questo è speciale: tutti, quasi tutti, abbiamo provato questa emozione fin da subito, poi c’è chi la segue e chi no. «Ci siamo innamorati. C’era un’altra atmosfera. Le persone ti guardano negli occhi. Ti salutano», dice Antonella semplicemente. Tornano altri quattro giorni in agosto. Poi, a fine settembre con le famiglie al completo: mamma Maria, il suo compagno, i genitori di Roberto. Minorca non li ha lasciati andare.
A ottobre trovano su Idealista un appartamento in affitto sul porto, otto anni di contratto. Lo prendono. Iniziano a spedire scatoloni. A dicembre chiudono La Corte. A gennaio sono a Mahón, e tra un aperitivo e una birra al porto qualcuno dà loro il numero di telefono di una signora. È la proprietaria di un locale chiuso da due anni, buio e abbandonato. Lo puliscono, lo sgrassano, lo rimettono a posto. E, in meno di un mese, aprono Romeo & Giulietta.
Venerdì 13 marzo, per la precisione. «Non crediamo alla sfortuna», aggiungono all’unisono. Fanno alcuni lavori, rivestono l’acquario di legno e aprono. Con il nome che tutti già conoscevano, quello che rimanda alla storia d’amore più famosa del mondo. Un segnale, forse, su cosa si aspettano da questa nuova vita.
Una trattoria italiana fino al midollo — evviva, mancava sull’isola, ndr — fatta con intelligenza e rispetto per l’isola che li ospita. Con frutta, carne, pesce, verdure di Minorca. Il resto — pasta, salumi, formaggi, i vini su cui hanno investito tanto — arriva dall’Italia. A Natale e Pasqua, i panettoni dell’Atelier Reale Antica Corona Reale. La mattina, dalle 9, prima colazione con brioche al burro e panini italiani. Un posto dove i minorchini vengono a colazione e i turisti polacchi pranzano accanto agli spagnoli della penisola.
«Gli italiani all’estero sono piuttosto difficili. Per fortuna ne vengono pochi», confessa Antonella con una risata franca.
È una battuta, ma dentro c’è una verità che chi vive da expat conosce bene: reinventarsi altrove funziona davvero quando smetti di cercare l’Italia fuori dall’Italia, e costruisci qualcosa di nuovo che dell’Italia ha solo essenza, sapore, cura, calore.
A un mese dall’apertura sono contenti. I minorchini apprezzano. I commercianti del porto li hanno accolti come si accoglie chi arriva con buone intenzioni, dando indirizzi di fornitori, consigli, numeri di telefono. «Siamo in famiglia», dice Roberto. E lo dice con la stessa voce con cui probabilmente lo diceva ai suoi tavoli di Lainate ma adesso, fuori dalla finestra, brilla il porto di Mahón.
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Quando non lavorano, dormono, ridono. «Il primo mese siamo stati sempre aperti. Poi, con la bella stagione, magari chiudiamo qualche ora e andiamo in spiaggia».
Con loro c’è Krug, un bloodhound di tre anni, enorme e mite, che osserva i clienti con quella dignità sonnolenta tipica della razza. Un cane adatto a Minorca, dove il tempo scorre diversamente e nessuno ha fretta di arrivare.

Cosa mangiare da Romeo & Giulietta? Non aspettatevi la pizza perché non c’è! Però, ci sono bruschette, vitello tonnato, frittini napoletani tra gli antipasti; tonnarelli cacio e pepe, tagliatelle con ragù alla bolognese, ravioli del “Plin” con Parmigiano e basilico tra i primi; cotoletta alla milanese “Orecchia di Elefante”, tagliata di fiorentina con rucola, pomodorini, Parmigiano e saltimbocca alla romana tra i secondi; insalete e contorni; tiramisù, cannolo siciliano, torta caprese con panna tra i dessert.
Penso a questa famiglia — una famiglia speciale con una mamma guarda sua figlia con amore e viceversa — mentre cammino lungo il porto. A come certe vite si costruiscono: anni di stagioni in Romagna, sette anni di salumeria, dieci anni di ristorante gourmet, un Covid che non li ha fermati, un’insegna da spegnere e una da accendere. E poi un’isola che ti guarda negli occhi. E tu resti.
PS. La trattoria Romeo & Giulietta è al porto di Mahón, al numero 124 del Moll de Llevant. È aperta tutti i giorni a pranzo e cena, prima colazione dalle nove. Portateci fame vera e aspettatevi di sentirvi a casa, anche se casa, a volte, è molto lontana da qui.
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