La misteriosa religione della civiltà pre-romana di Minorca e delle Baleari

Minorca è dai più immaginata come un paradiso di acque cristalline in cui andare a riposare dopo mesi di duro lavoro, dimenticando però l’isola, insieme a Maiorca e al resto delle Baleari, custodisce la storia di un popolo unico nel suo genere la cui cultura e, soprattutto, religione, resta ancora oggi un mistero. I pochi ritrovamenti archeologi permettono però di effettuare alcune ipotesi sui culti di questa popolazione, alcuni dei quali collegati addirittura con il lontano antico Egitto.

La civiltà talaiotica e la religione

Se si pensa a religioni antiche, le prima a venire in mente sono quelle classiche, greche e romane e, negli ultimi anni, quella norrena. Queste tradizioni religiose sono rimaste famose sia per la grande eredità lasciata nella cultura moderna dalle società antiche sia per il grande utilizzo che ne fanno i media e i servizi di intrattenimento.

È proprio grazie alla visibilità data da film come Thor dei Marvel Studios e serie tv come Vikings, trasmessa in Italia da Rai 4, che Odino, Thor e Loki sono tornati alla ribalta, tanto che ora non è raro trovare servizi di intrattenimento ispirati agli dèi dei vichinghi come la slot machine Thunderstruck 2 di Betway Casinò, il cui protagonista è proprio Thor, il dio dei fulmini, accompagnato dalle valchirie e da Loki, negozi di gioielli ispirati alle divinità come Road to Ragnarok e festival dedicati alla cultura norrena come il Ragnarök Viking Fest. Altre culture e religioni antiche europee, purtroppo, non hanno ricevuto lo stesso trattamento e sono spesso rimaste nell’ombra.

NAVETA TUDONS

È ciò che è successo anche alle religioni pre-romane delle Baleari e in particolare di Minorca e Maiorca.

A rendere il tutto ancora più difficile si aggiungono le scarse informazioni in mano ad archeologi e storici che impediscono di identificare un pantheon e un ventaglio di credenze delle popolazioni delle isole. A controbilanciare l’assenza di fonti scritte vengono però in aiuto i tanti monumenti preistorici presenti sulle isole detti navetas, taulas e talaiot, catalogati e studiati per la prima volta nel 1818 da Joan Ramis nel libro Antigüedades célticas de la isla de Menorca. Proprio dai talaiot prende anche il nome la civiltà preistorica pre-romana delle isole, detta talaiotica, che si crede essere stata il risultato dell’incontro tra popolazioni autoctone, gruppi arrivati dalla Spagna e contingenti di origine cretese.

Aiuta a corroborare questa teoria il ritrovamento presso il sito megalitico di Torralba d’en Salort di una statuetta a forma di toro, che potrebbe essere collegata a un culto di questo animale. I culti dei tori erano diffusi in tutta l’area del Mediterraneo e in particolare a Creta, dove gli abitanti celebravano l’animale anche durante la taurocatapsia, o salto del toro, di cui la più celebre raffigurazione è ancora ammirabile presso il Palazzo di Cnosso.

Ulteriore indizio che permette di studiare la religione talaiotica è stato il ritrovamento di una spada risalente a 3.200 anni fa che secondo gli esperti è stata lasciati ai piedi dei talaio di Serral de ses Abelles di proposito, fa anche pensare a un culto basato su offerte agli dèi.

Un dio egizio a Minorca

Il ritrovamento più sorprendente fatto a Minorca è però quello di una piccola statua di Imhotep avvenuto nel 1974 a Torre d’en Galmes, risalente al VII/IV secolo a.C. e oggi ammirabile presso il Museo di Minorca. Rifacendosi all’iconografia tipica di Imhotep, la statua rappresenta il dio in posizione seduta ed è stata probabilmente prodotta a Saqqara, sito da cui proviene la maggior parte delle statue raffiguranti il dio. Il culto di Imohtep è unico nel suo genere in quanto Imhotep fu una persona realmente esistita il cui processo di canonizzazione iniziò molto velocemente circa cento anni dopo la sua morte.

Vissuto nel III millenio a.C., Imhotep lavorò al servizio del Farone Djoser ed era un grande poeta, architetto ed esperto di medicina. Proprio per questo, una volta divinizzato, venne venerato come protettore della medicina e dei malati e fu spesso associato al dio greco Asclepio.Queste associazioni portarono spesso i devoti a unire le figure dei due diversi dèi in uno solo, cosa che ha portato al ritrovamento di simboli relativi ad Asclepio durante gli scavi presso una taula in cui è stata rinvenuta anche una scritta dedicata a Imhotep.

Quello di Imhotep fu uno dei diversi culti egizi, come quello di Iside, che si diffuse anche in Europa, attirando grande successo e molti fedeli.

Si possono infatti trovare tracce del culto di questo dio-medico anche tra romani e greci e la presenza di una statua dedicata a Imhotep a Minorca è un’ulteriore prova della fitta presenza di scambi culturali, commerciali e religiosi tra le popolazioni di tutto il Mediterraneo.

Imhotep è inoltre un dio che ha sconfitto la prova dei secoli ed è rimasto vivo nella cultura popolare moderna: egli, e il culto a lui dedicato, è infatti l’antagonista nei film La Mummia del 1932 e del 1999, mentre la sua storia romanzata è raccontata nel libro Il mago del Nilo: Imhotep e la prima piramide di Christian Jacq edito da Tea.

Molti aspetti della civiltà talaiotica sono ancora oggi indecifrabili, ma gli studi dei siti megalitici e tombali e dei reperti ritrovati, come la statuetta di Imhotep e quelle raffiguranti tori, possono fare luce sui culti e le credenze di questa popolazione troppo spesso dimenticata.