Nuova vita per la villa a Es Castell che tanti ricordano con il nome di El Amarillo. Si chiama La Meridiana Casa Italia
C’è una villa, a Es Castell, che sulla facciata rivolta a sud-ovest porta incisa la data 1833 e ha una meridiana che misura il tempo di chi ci abita da quasi due secoli. Oggi quella casa, situata al numero 35 della carretera San Felip, si chiama La Meridiana Casa Italia ed è sede dell’omonima associazione culturale e gastronomica nata nel 2023. Ma prima di essere questo, è stata molte altre cose e ognuna racconta qualcosa di Minorca.
La Meridiana Casa Italia, ieri e oggi

Le tracce più antiche parlano di un’epoca coloniale inglese ma l’orientamento della villa – rivolta verso il castello e non verso Mahón -, e i documenti d’archivio che menzionano un mulino fanno pensare a un’origine ancora precedente, forse settecentesca: la casa sarebbe stata il terzo mulino di Es Castell.
Finito il dominio britannico, la proprietà passa a un mercante, tale Sanpol, che fa costruire il “torreón” visibile ancora oggi. È una torretta pensata per avvistare le proprie navi in arrivo al porto, cariche, si racconta, di merci di contrabbando. La leggenda locale vuole che sotto la casa corra ancora un tunnel segreto, scavato per portare quelle merci fino al porticciolo di Cales Fonts, lontano da occhi indiscreti. Nessuno sa con certezza se esista davvero. Forse lo scopriranno il prossimo anno, quando nel terreno dietro casa nascerà l’orto.
Gli indimenticabili anni di El Amarillo
Finita l’epoca mercantile, la casa cambia vocazione e si apre al pubblico. Nei registri catastali viene classificata come “vil·la d’esbarjo“, villa di svago e a lungo diventa luogo di ristorazione, musica e festa. Il capitolo più iconico, quello che i minorchini più adulti ricordano con un misto di nostalgia e complicità, è quello degli anni Ottanta, quando la casa, dipinta interamente di giallo, ospitava El Amarillo. Fra spettacoli di drag queen e burlesque, il locale diventa un punto di riferimento della movida, gay friendly, specchio di quella voglia di libertà e rottura che attraversò la Spagna nel post franchismo. Un pezzo di storia sociale dell’isola, prima ancora che di storia architettonica.
L’idea di una associazione nata in vacanza a Minorca

L’associazione nasce da un desiderio più semplice di quanto la storia della casa lasci immaginare. Giovanni Aricò e sua moglie Donatella Monteverde lavoravano a Madrid e venivano a Minorca in vacanza, innamorandosi ogni volta un po’ di più dell’isola. Per entrambi, dicono, è un paradiso!
È durante la pandemia che l’idea prende forma: un lungo periodo trascorso qui, la nascita della loro seconda figlia, la scoperta che si poteva davvero vivere bene a Minorca. Da lì, la decisione di fondare un’associazione capace di raccogliere persone di provenienze, età, esperienze diverse, unite dall’amore per la cultura, la gastronomia e lo stile di vita italiano. E la scelta di ristrutturare la villa dove hanno trascorso vacanze indimenticabili.
Una famiglia allargata con un comune denominatore: l’Italia!

Attorno a Giovanni e Donatella si è costruito un gruppo che assomiglia più a una famiglia allargata che a una associazione. Di Giovanni ho già detto tutto o quasi: leggi questo articolo! Donatella, siciliana di Palermo, è arrivata in Spagna a 21 anni per un Erasmus e non è più tornata indietro. Due anni a La Coruña, poi vent’anni a Madrid alla Camera di Commercio Italiana, dove ha promosso il made in Italy, prima come collega di Giovanni, poi come sua moglie. Insieme, spinti dalla mancanza del mare, hanno scelto questa casa come rifugio e se ne sono innamorati al punto da farne la propria residenza.
Con loro c’è Francesca Giorgini, tesoriera dell’associazione, amica e collega di lavoro di lunga data. Anche lei approdata in Spagna nel 2001 e alla Camera di Commercio, con un marito spagnolo e una figlia. Tutti vivono a Es Castell.

C’è poi Raffaele Matacena, nipote di Giovanni e legato a lui da un rapporto che definisce di amicizia oltre che di parentela, laureato in Scienze Gastronomiche a Pollenzo e dottore di ricerca in Sociologia a Milano. Con la moglie Marissa Gery, americana, laureata in Food Studies alla New York University e conosciuta ad Amsterdam, ha scelto un percorso insolito: lasciare la vita accademica per fare stagioni come lavoratori in agriturismi, imparare a fare formaggio, servire la sera quello che avevano prodotto la mattina… Un apprendistato sul campo in vista del progetto La Meridiana.
Alejandro, l’unico spagnolo e il più giovane: lo chef!
Infine, Alejandro Ortega, lo chef, il più giovane del gruppo: 25 anni, madrileño, una formazione in Belle Arti prima di innamorarsi dell’Italia, della lingua e della cucina, fino a specializzarsi al rinomato Basque Culinary Center e a fare tirocinio a Cremona. È stato Giovanni a proporgli di lasciare Madrid per Minorca, occasione colta al volo dato che lui e Juana, la sua compagna, cercavano un luogo più tranquillo dove vivere.

Alejandro che parla un italiano impeccabile, racconta di aver provato tutti i tipi di cucina per scoprire che la sua strada è quella di una cucina semplice, di casa. Una cucina che sappia mescolare sapori familiari a ingredienti freschi: salumi e formaggi italiani, pinsa farcita, arancini e olive all’ascolana, frittate di verdure, gnocchi alla sorrentina, panzanella, spaghettoni con zucchine al basilico… Questi sono solo un assaggio dei profumi in arrivo dalla cucina di 1833 Vino & Cucina.
La casa grande, aperta a tutti gli amanti dell’Italia
C’è un’espressione che ricorre spesso quando i fondatori parlano del loro progetto, ed è quella usata dalle figlie di Giovanni e Donatella: “la casa grande“. È il sogno dietro tutto il resto: una casa che sia davvero di tutti, un ambiente familiare aperto alla comunità, capace di ospitare eventi, pranzi d’impresa e momenti conviviali proprio grazie alla natura associativa del progetto.
Per tutto settembre, La Meridiana Casa Italia propone un aperitivo di lancio a 18 euro – buffet libero e una consumazione inclusa -, pensato per far conoscere la cucina di Alejandro. Da ottobre, la casa diventerà a tutti gli effetti un ristorante, 1833 Vino & Cucina, aperto giovedì a cena, venerdì e sabato a pranzo e a cena, domenica a pranzo (brunch). Con il menu che cambia secondo le stagioni e privilegia i prodotti italiani mescolati a specialità di Minorca. Fuori, gli spazi sono pensati anche per i bambini perché, in fondo, una casa grande non è tale se non lascia entrare tutti.
Da questa stessa villa, come ho già raccontato, opera anche il Consolato Italiano. Un dettaglio che la rende, oltre a un ristorante d’atmosfera con una piccola foresteria dove si respirano entusiasmo e energia, un vero avamposto italiano a Es Castell. ¡Enhorabuena Giovanni, Donatella, Francesca, Raffaele, Marissa, Alejandro!







