Minorca dà il benvenuto al viceconsole onorario Giovanni Aricò
A Minorca le cose accadono sempre con delicatezza. A volte lentamente, altre quando meno te l’aspetti. È parte del suo fascino: qui nulla si impone, tutto si avvicina piano, piano. Così, dopo anni di “sarebbe importante”, “magari un giorno”, finalmente l’isola ha un viceconsole italiano. Una figura che Ibiza, Formentera e Mallorca hanno da tempo e che a Minorca… mancava! Il nome scelto non è casuale: Giovanni Aricò, una persona che conosce bene la comunità di expat in Spagna e che in quest’isola ha riconosciuto subito un luogo da chiamare casa.
Giovanni Aricò: una vita che attraversa paesi, esperienze…
Ai primi di ottobre scopro, per caso, che abbiamo un viceconsole. Un viceconsole onorario? Mi sembra impossibile! Mi sbaglio, è vero e incontro un uomo affabile, spontaneo, creativo, visionario il giusto tanto da volere una foto con il mio “amore” (sotto!).
Giovanni nasce a Reggio Calabria e si forma in economia internazionale e diplomazia, passando per Torino, Milano, Coimbra, Madrid, Ginevra. Studi, stage, viaggi, quel mix di curiosità e determinazione che riconosci subito in chi ha sempre un piede nel mondo. Dopo Ginevra, però, una certezza: “Voglio tornare al sole!”.
E da lì inizia una lunga carriera in Spagna. Prima alla Camera di Commercio Italiana (CCIE) di Barcellona, poi a quella di Madrid. Con entusiasmo e professionalità, riesce a risollevare una struttura in difficoltà e a trasformarla nella più importante del circuito internazionale. A oggi sono 86 le Camere di Commercio italiane e operano in 63 Paesi. Una vita intensa, piena, con riconoscimenti importanti, tra cui quelle di Cavaliere e successivamente Ufficiale concesse dalla Presidenza Repubblica Italiana.

Perché Minorca? Un approdo amato da tempo!
Come succede spesso qui, le storie migliori iniziano senza troppi programmi. Giovanni e Donatella, sua moglie nonché braccio destro sul lavoro, sono residenti a Es Castell dal 2011. Lavorano a Madrid e appena possono si rifugiano a Minorca. Arrivano per qualche giorno a febbraio 2020, scoppia la pandemia e il mondo si ferma. Donatella è incinta, Giovanni torna a Madrid solo per recuperare la gatta e rientra subito. Rimangono sull’isola un anno: una figlia va a scuola a Minorca, l’altra ci nasce. È in quel periodo che capiscono che Minorca non è solo un “buen retiro” ma una possibilità di vita reale e da settembre 2022 il loro trasferimento è definitivo.
Il viceconsole onorario: la figura di riferimento che ci mancava
La nomina a Viceconsole Onorario – sì, viceconsole è una parola sola -, è il risultato di un iter complesso e lungo. L’ufficio consolare sarà a Es Castell e dovrebbe essere operativo da gennaio 2026.
Cosa cambierà per la comunità italiana, Giovanni?
«Molto e in modo concreto. Sarà possibile realizzare in loco vidimazioni, autentiche e diverse pratiche documentali; rinnovare e richiedere passaporti con la possibilità di raccogliere digitalmente foto e impronte che verranno direttamente inviate al Consolato Generale di Barcellona snellendo così le procedure e evitando dispendiose trasferte a chi è iscritto all’Aire. Sarà possibile fare le carte d’identità per i minori di 12 anni. E ancora, atti legati alla navigazione di barche e navi con bandiera italiana, assistenza e tutela dei connazionali nelle occasioni in cui sia necessario, rappresentanza nei confronti delle autorità locali, certificati di vita, morte, atti testamentari…».
Un servizio prezioso, utile e finalmente vicino che avrà sede in una storica casa la cui ristrutturazione dovrebbe terminare a primavera 2026. Qui ci sarà anche l’associazione La Meridiana Casa Italia. Sarà un punto d’incontro e confronto tra Italia, Spagna e chi ama le contaminazioni mediterranee. Ma questo sarà il tema di un altro articolo.
Perché questa nomina è importante, per noi italiani

Nel frattempo, Giovanni è già ufficialmente il rappresentante dell’Italia sull’isola. Un uomo che vive Minorca, non solo la rappresenta. Che ama il mare d’inverno e la calma che solo questa isola sa dare. Che non ama i social – punto a suo favore, direi! -, ma gli piace lavorare con le mani. E nonostante i 25 anni in Spagna, resta profondamente italiano: TV italiana, radio italiana, legami continui con il nostro Paese. Non per nostalgia, ma per appartenenza.
Un viceconsole non è solo un ufficio in più. È una presenza. È una tutela. È un ponte tra chi è qui da una vita, chi è arrivato da poco, chi sogna di trasferirsi, chi vuole operare sul mercato spagnolo e minorchino. È un segnale forte: Minorca conta. Minorca cresce. Minorca ha voce.
E forse la cosa più bella è che il nuovo viceconsole onorario è qualcuno che Minorca la vive davvero. Che ne conosce il vento, i tempi, i silenzi. Che ha scelto questa isola non per caso, ma per amore. Un po’ come capita a tanti di noi.
PS. Non appena l’ufficio consolare sarà operativo, sarà mia premura aggiornare questo articolo con email e numeri di telefono. Abbiate ancora un po’ di pazienza, abbiamo atteso parecchio guardando con un pizzico d’invidia a Ibiza, Formentera, Mallorca e lo sappiamo, a Minorca tutto va “poc a poc“!





