La festa di Sant Joan

L’isola di Minorca è conosciuta in tutto il mondo come meta privilegiata per gli amanti della pace e del relax: spiagge incontaminate, paesaggi da sogno, acque cristalline, ma anche luoghi ricchi di storia e cultura. Oltre a permettere di godersi una vacanza all’insegna del sole e del mare, infatti, l’isola di Minorca è nota per i suoi famosi monumenti megalitici, tutti in ottimo stato di conservazione nonostante la lunga storia alle spalle, risalente persino all’inizio dell’età del Bronzo.

L’unicità delle costruzioni megalitiche tipiche dell’isola è tale da aver permesso la candidatura di Minorca a Patrimonio dell’Umanità, non solo per il loro valore storico, ma anche per l’ottimo stato delle stesse. Oltre che sulla cultura e sul paesaggio, Minorca può anche contare su una lunga storia di tradizioni popolari, capaci di trasmettere al meglio lo spirito e il folklore dell’isola.

Se si avesse in mente di programmare una vacanza nella più bell’isola delle Baleari, bisognerebbe assolutamente fare in modo di vivere almeno una di queste festività.

feste ciutadella

La festa di Sant Joan de Ciutadella

Tra le feste più famose dell’isola, quella dedicata a Sant Joan, ovvero a San Giovanni, è sicuramente una delle più antiche e tradizionali di Minorca. Come spiegato in un articolo di VisitMenorca.com, la festività avrebbe probabilmente un’origine religiosa, risalente persino al XIV secolo, e sarebbe tutta incentrata intorno alla figura del cavallo, un tempo protagonista dei lunghi peregrinaggi organizzati in onore del Santo, dal centro di Ciutadella fino al Sant Joan de Missa, un eremo in aperta campagna. La festività dedicata a Sant Joan è ancora oggi uno degli eventi più amati dai turisti e dagli autoctoni, oltre che essere la prima ad inaugurare la lunga serie di feste e celebrazioni estive dell’isola, che si protraggono fino alla fine di settembre. Celebrata per cinque giorni ininterrotti, la festa di Sant Joan trova il suo culmine nelle giornate del 23 e del 24 giugno, che non a caso richiamano il solstizio d’estate, il calore e la fertilità della terra. Nonostante abbia in parte perso il forte valore religioso, la festa di Sant Joan mantiene ancora oggi quasi del tutto intatto il suo sapore medievale; a differenza del passato, però, la festività si è oggi dotata anche di elementi profani, che contribuiscono a conferirle un’aria più gioiosa. Tra questi, musica, colori e giochi d’abilità per un clima davvero festoso e ricco di divertimento.

Il cavallo: protagonista indiscusso della festa

Come anticipato, il protagonista indiscusso della festa di Sant Joan è il cavallo, a cui i partecipanti della manifestazione riservano grandi cure e rispetto. Proprio come nella tradizione italiana del Palio di Siena, anch’essa incentrata intorno alla figura del cavallo, l’intera celebrazione si svolge nella totale salvaguardia dell’animale, a cui si conferisce un grande valore, persino una sorta di devozione.

Il rispetto per l’equino è tale da essere persino accompagnato da un noto rituale di buon auspicio: durante il secondo giorno di festa, infatti, i cavalli vengono adornati con fiocchi e coccarde colorate e condotti lungo le strade dai cosiddetti “Caixers”, i loro cavalieri. Spronati a sollevarsi sulle zampe posteriori e ad eseguire una vera e propria danza equestre, gli animali sono attorniati dalla folla che fa a gara per riuscire a toccare uno dei cavalli, in segno di fortuna e buon auspicio.

La tradizione è talmente radicata nell’isola di Minorca da essere quasi diventata un indice di fortuna mondiale, alla pari del noto Porcellino di Firenze che, come riportato in un’infografica di Betway Casino sui simboli di fortuna nel mondo, avrebbe ormai il naso consunto per il numero di volte in cui sarebbe stato toccato nel corso degli anni. Particolarmente interessante è anche la storia legata ai Caixers: come riportato in un articolo dello scorso giugno, i cavalieri rappresenterebbero i diversi ceti sociali dell’antica Ciutadella.

In particolare, il “Caixer Senyor” incarnerebbe la classe nobile, il “Caixer Capellà” il clero, il “Caixer Menestral” gli artigiani, mentre i “Caixers Pagesos” rappresenterebbero il ceto contadino. Tra le altre figure importanti della festa, spiccherebbe anche il “fabioler”, ovvero il suonatore di flauto, una delle anime dell’intera celebrazione.

Gli eventi da non perdere: la vigilia e il giorno di San Giovanni

Nonostante la festa sia distribuita in cinque giornate, quelle del 23 e del 24 giugno sono sicuramente tra le più rappresentative di tutta la manifestazione. Nello specifico, il giorno della vigilia sarebbe caratterizzato dalla consegna della bandiera di San Giovanni e dalla sfilata a cavallo per tutta la città, uno dei momenti meno caotici dell’intera celebrazione, ma allo stesso tempo ricco di storia e bellezza.

Decisamente più movimentata la giornata dedicata al Santo Patrono, interamente volta ai giochi e ai festeggiamenti, sia in mattinata che durante la notte. È solo intorno alle cinque del mattino che il fabioler, rigorosamente a suon di flauto, dichiara ufficialmente chiuse le celebrazioni, ma non senza prima aver concluso la tradizionale bevuta a casa del Caixer Senyor.

Ricca di cultura e tradizioni locali, l’isola di Minorca è una delle mete più amate per il suo intreccio di storia e paesaggi naturali: dalle splendide calette, ai 216 chilometri di litorale, fino all’architettura caratteristica delle cittadine e dei borghi, quella di Minorca non è certo un’isola povera di alternative.

Che tu sia un amante del divertimento o un appassionato di storia e cultura locale, è molto probabile che Minorca sappia soddisfare le tue aspettative, soprattutto nei giorni delle feste più tradizionali, emblema di un’isola così all’avanguardia ma allo stesso tempo così antica.