Da Roma a Berlino, fino a Studio Loft 82: perché Laura e Valerio hanno scelto Minorca per crescere le figlie e costruire qualcosa di proprio
Nome: Laura e Valerio
Cognome: Larini e Vitozzi
Nati a: Atessa (Chieti) lei, Roma lui
Professione prima di venire a Minorca: creative director a Berlino
Professione a Minorca: creative director e organizzatori di eventi a Mahón
Ci sono storie d’amore che cominciano con un colpo di fulmine. Quella di Laura Larini e Valerio Vittozzi invece è cresciuta piano e in silenzio.
Si conoscono all’Università di Valle Giulia, nel corso di Grafica e Progettazione Multimediale. Studiano insieme, fanno l’Erasmus (Laura in Belgio, Valerio in Norvegia) e vanno a fotografare nei posti più impensati. Poi iniziano a lavorare fianco a fianco da Arsenale 23, a Roma. Nel 2009 vanno a vivere insieme. Di lei, Valerio ricorda soprattutto una cosa: la tenacia. «La determinazione con cui inseguiva i suoi obiettivi. E anche un po’ di testardaggine».

L’anima d’artista e la necessità di guadagnare
In quegli anni Valerio si sente prima di tutto un artista. Fotografa, dipinge graffiti sui muri, sperimenta graffiti tridimensionali. Lavorare solo per la pubblicità gli sta stretta. «Poi mi sono adattato e come tanti a un certo punto fai conti con la realtà». Ma riconosce anche un debito. Senza la pubblicità, oggi non ci sarebbe Studio Loft 82.
Dopo un paio d’anni a Roma arriva il momento di crescere professionalmnete, il lavoro non li soddisfa. Fanno colloqui ad Amsterdam e guardano al Nord Europa, dove la società è meritocratica e cìè più spazio per le ambizioni di giovani.
Berlino, andata e ritorno
Dal 2011 Berlino diventa casa. È una città internazionale, si lavora in inglese, e loro parlano anche spagnolo e un po’ di tedesco. Laura trova posto in un’agenzia pubblicitaria internazionale, la KKD, e segue la sua carriera. Valerio sceglie il Platoon Kunsthalle – spazio sperimentale per artisti e creativi -, dove fa un po’ di tutto: grafica, eventi, perfino lavoro manuale nella costruzione dell’edificio.
Equilibri nuovi, scenari nuovi. E per un paio d’anni le loro strade si separano, anche se continuano a vedersi ogni giorno al lavoro. Nel 2014 tornano insieme, più consapevoli.

L’anno dopo fanno una scelta che molti sognano e pochi realizzano: si licenziano entrambi e partono. Un viaggio durato sei mesi nel Sud-Est asiatico. Thailandia, Malesia, Laos, Vietnam, Filippine, Indonesia. pochi realizzano: si licenziano entrambi e partono. Un viaggio durato sei mesi nel Sud-Est asiatico.
Thailandia, Malesia, Laos, Vietnam, Filippine, Indonesia. Prima della partenza, l’agenzia promette a Laura che al ritorno sarebbe diventata creative director. Valerio, intanto, si innamora del freediving, l’apnea senza bombole, e alle Isole Gili, vicino a Bali, diventa istruttore. Per un periodo si ferma lì, in acqua ogni giorno. Poi la motivazione si spegne e anche lui ritorna a Berlino.
Il prezzo del successo e la necessità di cambiare
Nel 2016 sono entrambi in agenzia: lui lavora per I-AM-STUDIO che collabora soprattutto per eventi Red Bull, lei per grandi clienti internazionali. Ma come direttivo creativo, per Laura il ritmo è veramente impegnativo: sessanta ore a settimana, un team di dieci persone, gare continue, viaggi per presentare i progetti ai clienti. A novembre 2017 si licenzia. A dicembre scopre di essere incinta: un figlio lo desideravano da tempo e a ottobre 2018 nasce Cora.

Durante il viaggio in Asia, capiscono che di Berlino ne hanno abbastanza. Pesano il clima e la società molto competitiva. Hanno voglia di cambiare orizzonti, pensano a un’isola, piccola. Visitano Minorca, guardano anche altri posti, poi scelgono. L’idea iniziale è dividersi: sei mesi a Minorca, sei mesi in Germania per godersi il meglio di entrambi i luoghi, approfittando del fatto che entrambi lavorano da remoto.
Minorca, prima per metà, poi per sempre
Arrivano a Minorca nell’autunno 2019 e comprano un appartamento a Mahón. Pochi mesi dopo, la pandemia scioglie ogni dubbio. Lavorano entrambi da remoto per la stessa agenzia e funziona. Lasciano la casa di Berlino e decidono di restare. Poi Laura scopre di essere di nuovo incinta. Soel nasce il 18 febbraio 2021, a Berlino.
È un anno difficile e Laura non lo nasconde. Minorca la spaventa: una realtà piccola, dove ci si conosce tutti e serve la macchina anche per andare a comprare un litro di latte.
Studio Loft 82, uno spazio fatto con le mani

A dicembre 2023 nasce l’idea di uno spazio creativo. A Mahón manca e decidono di crearlo. A febbraio 2024 comprano un locale complicato: un vuoto attraversato da una scala, pieno di dislivelli e super affascinante per due creativi come Laura e Valerio. Progettazione, materiali e colori sono tutti loro. I lavori iniziano a giugno, dovrebbero chiudersi in autunno ma, come spesso accade, tutto slitta di tre mesi. «A dicembre 2024, finalmente, Studio Loft 82 è pronto», aggiungono.
Oltre a essere il loro spazio di lavoro, è un coworking, uno spazio per eventi: mostre, conferenze, presentazioni aziendali, team building, workshop, proiezioni… l’intenzione è anche quella di creare un pop-up store di prodotti e artigianato locale. Il 22 maggio 2026 c’è l’inaugurazione con una mostra fotografica sull’ambiente, tema a cui tengono molto. Da allora ci sono stati classi di yoga, eventi privati e eventi di “sound bath“, bagni sonori.

Per le prossime date, segui il profilo Instagram di Studio Loft 82. Al di là degli eventi, lo studio è coworking e uno spazio di 170 m² vivo e dinamico, frequentato da amici, clienti, professionisti internazionali che scelgono Studio Loft 82 per la sua atmosfera creativa e stimolante.
A Minorca il valore delle persone va oltre il lavoro che fai
Cosa amano di Minorca? La risposta arriva come un elenco detto tutto d’un fiato: qualità della vita, clima, sicurezza, natura. E soprattutto una dimensione umana, «dove la persona ha un valore e non è un numero». Un posto ideale per crescere due bambine, con una comunità che li ha accolti bene e valori in cui si riconoscono. «A Minorca le relazioni nascono dalle affinità e dai valori condivisi, non dai titoli professionali», dice Laura.
A chi è tentato di trasferirsi a Minorca, lasciano un consiglio scherzoso, ma non troppo: «Non venite, siamo già tanti!». Poi, più seriamente: «Siamo felicissimi della nostra scelta. Ma il primo inverno bisogna resistere. È necessario viverlo, per rigenerarsi». Conta chi sei, è vero. Ma su quest’isola conta anche la pazienza. I minorchini osservano a lungo prima di aprirsi, e poi non tornano indietro. Laura e Valerio sono arrivati con questa pazienza e sono rimasti.







