Paola Marcorini

di Gloria Vanni

Nome: Paola

Cognome: Marcorini

Nata a: Milano

Professione in Italia: Sales Manager bancaria

Professione a Minorca: pensionata, decoratrice d’interni, collezionista

paola marcorini minorca

Es Migjorn Gran è un comune di 1500 anime il cui nome significa “Mezzogiorno”. Lo incontri andando alle spiagge di Santo Tomás e Binigaus. Difficilmente ti fermi se vai al mare e alla Cova des Coloms. Anzi, devi avere un motivo per andarci e per capire, per esempio, come mai una coppia di milanesi, Paola Marcorini e Danilo Gerardo, l’ha scelto come “buen retiro” dal 2015

Bene, vuoi un buon motivo per andare a Es Migjorn Gran, distante 10 minuti d’auto da Es Mercadal, circa 25 da Ciutadella e circa 30 da Mahón? Perché è un paese di artisti e musicisti, pulito e curato, silenzioso e tranquillo anche in agosto. Perché è l’unico luogo a Minorca che possiede un negozio di beneficenza per animali e per l’ambiente, ovvero una “tienda solidaria” – detto in spagnolo suona pure meglio, vero? -, che si chiama mAux23.

È una idea di Paola Marcorini, vegetariana quasi vegana, amante di gatti, animali, ambiente. A dicembre 2021 crea un’associazione, a maggio termina i lavori di ristrutturazione e dal 16 giugno 2022 il sotterraneo al numero 87 di Carrer Major, la via principale di Es Migjorn Gran, ospita e propone in vendita di tutto e di più: curiosità, artigianato, pezzi unici, collezionismo, oggetti e bijoux vintage… E ancora, accendini, portaceneri, portachiavi, bottoni, lampade, scatole. Quindi, mobili e poltroncine con tessuti di Laura Asheley, poltrone anni Sessanta, sedie in alluminio Navy Army. Insomma, un luogo delle meraviglie dove perdersi per ore!

Un negozio aperto tutti i giorni dalle 17 alle 19, eccetto il lunedì e su appuntamento telefonando al +34 622 501 333 o tramite Instagram @23maux. Una “tienda solidaria” con prezzi onesti dove non si chiedono sconti perché non è un business: tutto va per una buona causa. Infatti, l’assemblea dei soci decide a chi dare i soldi raccolti e sono privilegiate le iniziative come il Trebaluger Equine Rescue Centre che ti ho raccontato in questo articolo. 

PAOLA MARCORINI MINORCA

Paola aggiunge:

«Voglio creare un rifugio per animali e salvarli da abbandono e sfruttamento e sostenere iniziative legate alla protezione dell’ambiente. Al momento sono progetti, quindi mi sto impegnando nel fare cose per portare benefici all’associazione. È un investimento che per fortuna posso permettermi e tutte le spese sono a mio carico. Qui entra in gioco la mia sviscerata passione per collezionare e riciclare che ho ereditato da mia mamma, Laura, e da mio papà, Domenico. Sono figlia unica, ho una laurea in Diritto del Lavoro, ho sempre frequentato mostre d’arte e fatto corsi di pittura. Sono uno spirito libero e odio le costrizioni. Frequentavo i mercatini dell’usato e recuperavo cose abbandonate. Ho sempre comprato e divorato riviste di arredamento, architettura e Interior Design. Usare la fantasia era indispensabile per compensare il mio essere impegnata professionalmente nel settore commerciale. Sono rimasta in banca per 36 anni. Il Credito Italiano era la scuola per eccellenza dove le donne non andavano allo sportello perché era un lavoro da uomini. Sono stata una delle prime donne allo sportello. Un tempo l’aspetto umano era fondamentale, poi tutto è cambiato».

paola marcorini minorca

Già, tutto cambia. Paola e Danilo si conoscono nel 2002. Lui ha vissuto otto anni a Barcellona e Minorca è la meta prediletta per chi abita nella cosmopolita capitale della Catalogna. Il loro primo viaggio insieme è a Minorca. Arrivano al tramonto e Paola ricorda:

«Era maggio, ho annusato l’aria e è stato amore a prima vista, anzi a prima annusata. Assomigliava alla Sardegna e in una settimana abbiamo fatto più di 1000 chilometri. Siamo ritornati a settembre e si è creata naturalmente una sorta di dipendenza: di Minorca non ne puoi più fare a meno! Dopo un paio d’anni abbiamo comprato una casa a Es Migjorn Gran dicendoci che sarebbe stato il nostro “buen retiro”, eccetto luglio e agosto che stavamo a Milano».

A lungo è così, intanto la vita a Milano è fatta soprattutto di lavoro. A un certo punto, Paola e Danilo si guardano in faccia e si chiedono: «Perché? Chi ce lo fa fare?». Decidono di anticipare la pensione, a giugno 2015 danno le dimissioni e quindi iniziano a organizzare il loro trasferimento a Minorca in agosto. Trasferimento che coinvolge il papà di Paola, 93 anni, che per la prima volta prende un aereo. Paola aggiunge:

«A Minorca c’è molta attenzione per bambini e anziani. Lui è stato seguito con estrema premura e competenza a livello sanitario e ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con grande qualità».

Torniamo all’arte? Ogni due anni Es Migjorn Gran organizza l’esposizione la “Gran Migjornale”. La prossima è nel 2024 e coinvolge artisti che espongono in spazi pubblici e privati. Paola è socia anche di questa iniziativa che ha sede nella Sala delle esposizioni di Es Migjorn, ex macelleria rinnovata che accoglie mostre di artisti minorchini o in qualche modo legati all’isola.

Devo dire che lei è una delle poche italiane che sa parlare e scrivere minorchino: ha fatto il corso di B1 di catalano e poi privatamente ha preso il B2. E quasi sussurrando Paola mi dice: «I minorchini della nostra generazione parlano minorchino ma non lo sanno scrivere!».

PAOLA MARCORINI

Paola, cosa ti piace e cosa non ti piace di Minorca?

«Qui scopri che c’è un altro mondo. È un mondo immerso nella natura 365 giorni l’anno H24 ore, dove anche le stelle si vedono in modo diverso. Qui scopri e senti la potenza del vento, l’energia delle pietre e del mare. A Minorca respiri in ogni istante un senso di libertà: è una sensazione insolita. Non mi piace come l’isola si sia resa dipendente dal turismo e dalla stagione turistica. E non mi piace la diffidenza della gente verso le cose nuove. Una loro frase tipica è “qui si è sempre fatto così”. Quando però assimilano la novità, sono orgogliosi di avere una cosa in più o diversa».

Cosa consigli a chi vuole venire a vivere e lavorare a Minorca?

«Non consiglio il sole e la spiaggia: Minorca prima di tutto è natura. Poi, suggerisco di imparare il catalano, adottare i ritmi dell’isola, essere disponibili e non pretendere che ci sia un immediato contatto con i minorchini. Infatti, loro ti vogliono studiare e hanno bisogno di capire chi sei. Poi, dobbiamo ricordarci che noi siamo sempre “forasters”, forestieri. Siamo comunque emigranti, di lusso, ma sempre emigranti siamo».

Verissimo, siamo e saremo emigranti, ospiti di un luogo da amare e rispettare. Personalmente ogni giorno che passa, lo amo di più e questi primi sei anni sono volati.

Spero che questa intervista ti abbia fatto venire la voglia di fermarti a Es Migjorn Gran per varcare la soglia di mAux23 e fare un viaggio tra vecchi Swatch, stampe storiche, stampe del 700 sull’astronomia, cristalli, vetri, piatti, bottiglie, fermagli per capelli, bijoux vintage… E se hai qualche necessità particolare, chiedi a Paola che trova il tempo anche per occuparsi di restauro e decorazione di interni. A casa ha un sacco di altri oggetti e mobili pronti per essere venduti.

Poi, ha un magazzino dove raccoglie di tutto, inclusi i tavolini siciliani che assomigliano a quelli minorchini. Lo shopping per beneficenza, insomma, non termina al numero 87 di di Carrer Major.

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PAOLA MIGJORN GRAN