Monica Casarotto a Minorca

di Gloria Vanni

Nome: Monica

Cognome: Casarotto

Nata a: Vicenza

Professione prima di venire a Minorca: imprenditrice nella ristorazione

Professione a Minorca: produttrice di microbrotes e coproprietaria del Xeixa Healthy Bar a Sa Caleta (Ciutadella)

L’ho corteggiata a lungo Monica Casarotto. Ci siamo sfiorate più volte ma per un motivo o per l’altro non riuscivamo mai a incontrarci. Alla fine, la mia determinazione ha avuto la meglio. E meno male, perché le sue storie valevano l’attesa.

Lo dico sempre: faccio le interviste di persona, come una volta. Ho bisogno di guardare negli occhi chi mi racconta la sua vita. Ho bisogno di ascoltare con il cuore oltre che con le orecchie. Le parole scritte su un foglio non bastano perché c’è tutto un mondo nei silenzi, nelle esitazioni, nella luce che cambia in un viso mentre ricorda qualcosa di importante. Con Monica, quella luce era quasi sempre accesa.

Monica Casarotto a Minorca

Monica è di Vicenza. Ma Vicenza, mi racconta, le andava stretta già da giovanissima. Nel 2007 fa le valigie e si trasferisce a Madrid. Per amore, sì, e per quella curiosità verso la cultura spagnola che sentiva chiamarla da tempo. Vive tra Madrid e Barcellona, lavora come hostess e modella, impara lo spagnolo e si muove. Poi, tra il 2010 e il 2011, va a Ibiza e lì, come spesso succede, è il colpo di fulmine. Dopo i primi lavori in hotel, nel 2013 apre Caos, Organic Bar a Sant’Eulalia del Rio: slow food, prodotti biologici, aperto tutto il giorno. «La ristorazione è dura ma il locale andava bene», dice Monica senza nostalgia e rimpianto. Sono stata a Sant’Eulalia del Rio a maggio 2016: ero alla ricerca della mia isola e, senza saperlo, nella più nota delle Isole Pitiuse ci sfioriamo una prima volta.

A Ibiza incontra Mirco Gozzi, cuoco professionista con vent’anni di esperienza e un ristorante anche nel Kent, contea a sud-est di Londra. Monica e Mirco condividono la stessa ossessione — perché di ossessione si tratta, quella buona — la ricerca del benessere e della salute attraverso il cibo. Quando decidono di cercare un nuovo luogo, vogliono ancora il Mediterraneo. Provano Maiorca: non fa per loro. Rimane Minorca. È il 2016.

«Siamo arrivati con la macchina a Ciutadella e ci siamo fermati». Nessun piano, nessuna conoscenza. Un appartamentino a Cala Blanca e si ricomincia. Poi, hanno la fortuna di affittare una casa tipica minorchina con un ettaro di terreno e lì tutto cambia. Mentre Mirco entra in cucina allo Spazio Gastronomico Ses Voltes, Ciutadella centro, cominciano a coltivare la rucola, poi la misticanza biologica. Quindi pensano ai “microbrotes” — microvegetali in italiano, microgreens in inglese — che Mirco conosceva bene grazie alla sua esperienza in cucine d’alta gamma. «Ci siamo detti: perché non produrli noi, qui, per i ristoranti di Minorca?», aggiunge Monica. Lui si occupa della coltivazione, lei della parte commerciale e dei clienti.

Nel 2018 nasce Leonardo Blu, il loro figlio. Monica rallenta, fa la mamma. Poi arriva il 2020, il lockdown, e quella pausa fa chiarezza: i microbrotes diventano la loro professione unica, totale. Lasciano tutto il resto e si concentrano su questo piccolo universo verde di foglioline profumate capaci di rendere speciale qualsiasi piatto. Oggi forniscono i migliori ristoranti dell’isola, negozi a Ciutadella e Es Mercadal, e distribuiscono in tutta Minorca attraverso hotel e agriturismi. Coltivano anche fiori commestibili — calendula, violetta, tagete, geranio, cilantro… — che rappresentano circa il 20% della produzione. E poi c’è l’aglio nero, fermentato a temperatura controllata per due settimane, con il sorprendente sapore di liquirizia: una tradizione orientale che ha trovato casa qui.

Sentirla spiegare il processo di coltivazione dei microvegetali è a dir poco affascinante. I semi certificati e ecologici in ammollo, i tre giorni al buio per germogliare, la luce graduale, i tempi che cambiano con le stagioni. In inverno tre settimane, in estate una. «È un’esplosione di sapori», dice Monica con il suo accento veneto che resiste anche quando parla spagnolo. Guardo i microbotes di fronte a me e capisco che quella esplosione non è una formula di marketing, è genuina meraviglia.

Ora c’è un nuovo capitolo nella loro vita. Infatti, da marzo Monica e Mirco hanno aperto il Xeixa Healthy Bar, al centro commerciale di Sa Caleta. È aperto da martedì a domenica dalle 9 alle 15, è specializzato in colazioni e brunch senza glutine e vegane, è un locale per i bimbi e “pet friendly”. Dove si mangia pane integrale di Xeixa — varietà di grano antico coltivato a Algaiarens e lavorato artigianalmente da Obrador Es Gra, a Sa Caleta, quindi a chilometro zero — e pane di avena (senza glutine). I dolci sono senza glutine e senza zucchero raffinato, i latti vegetali di avena e mandorle sono fatti in casa, i vini (bianco, rosso, rosato) e le birre sono tutti di Minorca. Il Xeixa Healthy Bar offre anche servizio di asporto e “poke bawls”, ciotole con riso e insalate. E naturalmente con i microbrotes e i fiori commestibili che sono protagonisti del menu.

Monica Casarotto a Minorca

«Volevamo un posto che raccontasse la nostra filosofia. Cura, amore per il cibo, prodotti dell’isola», precisa Monica sotto lo sguardo indaffarato di Mirco. Ma anche, pragmaticamente, un lavoro continuativo tutto l’anno, con un punto vendita diretta al pubblico per i microbrotes che per il momento arrivavano solo ristoranti e negozi.

Monica, sulla base della tua esperienza, cosa consigli a chi sogna di trasferirsi a Minorca?

«Consiglio di venire prima di tutto a scoprirla, soprattutto il nord. Poi, di pensare di fare qualcosa che ancora non c’è. E sappiate che le isole isolano per cui dovete avere, e deve piacervi, anche una vita interiore».

Monica è una di quelle persone che portano energia senza fare rumore. Non si impone, non si vanta — semplicemente fa. E quello che fa, lo fa bene, con cura, con intenzione. Ascoltarla mi ha ricordato perché mi sono innamorata di questa isola: perché Minorca attira persone così. Gente che ha scelto una vita più lenta non per pigrizia ma per saggezza. Che ha scambiato il rumore del mondo con il vento della tramontana, e non se ne è pentita un giorno.

Suo figlio fa vela, tennis, musica, nuoto — tutto a pochi chilometri da casa. E la qualità di vita che cercava, Monica l’ha costruita mattone per mattone o, meglio ancora, seme per seme.

Vuoi saperne di più sui microbrotes e sul Xeixa Healthy Bar?

Segui il loro profilo Instagram