Fred Sandback, Yves Klein, Joan Miró, Cruz-Diez… Ogni estate dal 2018, la Galleria Cayón porta a Mahón opere di grandi nomi dell’arte contemporanea. Anche quest’anno non farà eccezione: da lunedì 9 giugno fino al 29 agosto, la galleria ospiterà due mostre dedicate a Joan Hernández Pijuan e Stanley Whitney nella sede di Carrer de Sant Roc, con apertura il lunedì dalle 18 alle 21 e dal martedì al sabato dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 21.

Il codirettore Clemente Cayón, ha presentato le due proposte. Al piano terra verrà esposta un’ampia selezione di opere del pittore catalano Joan Hernández Pijuan, molto legato a Minorca. La mostra, Tempo di pittura, include lavori dal 1985 al 2002 e un dialogo con tre opere di Pierre Soulages, mettendo a confronto due visioni del colore nero. La selezione comprende anche lavori su carta, elemento chiave nel linguaggio di Hernández Pijuan, e nasce dalla collaborazione con la sua famiglia e la vedova Elvira Maluquer.

La seconda mostra è dedicata all’artista newyorkese Stanley Whitney, considerato tra i più importanti del XXI secolo. Intitolata Works on paper 2021–2025, presenta oltre 40 opere recenti su carta. La sua pittura, basata su griglie cromatiche ispirate al Rinascimento e alla musica, varia tra monocromi e tavolozze vivaci, sempre alla ricerca di una semplicità studiata.

Grande novità di quest’anno è l’apertura di un nuovo spazio espositivo nel piano inferiore dell’edificio, un tempo teatro, cinema e bar. Lo spazio, parte dell’ex Palazzo del Barone de las Arenas, è stato restaurato rispettando la struttura originale. Cayón sottolinea come iniziative private, come la loro o quella di Hauser sull’ Isla del Rey, contribuiscano alla conservazione del patrimonio e alla valorizzazione culturale dell’isola.

Commentando il recente boom di gallerie d’arte a Minorca, Cayón vede in questo fenomeno una grande occasione: “L’arte non fa male a nessuno. Passeggiare, visitare quattro o cinque gallerie, bere un bicchiere di vino…”. Secondo lui, una tale concentrazione di spazi espositivi in così poco spazio “potrebbe essere unica al mondo”.

Infine, sottolinea il valore delle gallerie come proposta turistica alternativa e riconosce la vocazione culturale profonda dell’isola: “Minorca è sempre stata terra di cultura, dalla preistoria all’opera lirica. Ed è uno degli ultimi angoli autentici del Mediterraneo. Va preservato”.

nella foto: Stanley Whitney