Tutto esaurito e record di partecipanti nel programma “Adotta uno Yogi”
The Yoga Gallery Menorca Fest ha già registrato il tutto esaurito dopo aver raggiunto le 1.000 iscrizioni per il prossimo evento, che si terrà il 5, 6 e 7 giugno sull’isola del Lazareto di Mahón. Lo ha annunciato l’organizzazione, che sottolinea un doppio successo: oltre al sold out, è stato battuto anche il record di partecipanti al programma “Adotta uno Yogi”, con 70 yogi che pernotteranno accolti nelle case di Mahón, Es Castell e Sant Lluís.
Va ricordato che l’evento include ogni tipo di workshop, attività culturali e concerti, tutti pensati per approfondire la pratica della meditazione.
Durante questo festival, l’isola del Lazareto diventerà anche uno spazio dedicato a proposte artistiche di artiste emergenti e internazionali. Due artiste francesi, Laetitia Rouget e Colombine Jupert, che si presentano con il nome di Pangea, hanno realizzato dieci bandiere ispirate al festival. Si tratta di design semplici e diretti, con colori piatti, forme simboliche e alcuni slogan provocatori.
Le bandiere sono state progettate insieme allo studio di design Uncoform. Realizzate in cotone riciclato, con tecniche di patchwork e ricami, si ergono simbolicamente come stendardi di protesta, con messaggi come “Unió”, “Have Enough Opium in My Soul”, “Reality Sets Me Free”, “Fear Free” e altri. Sono opere artigianali dipinte e cucite a mano, che parlano di resa, silenzi, connessione, vulnerabilità… In sintesi, invitano ad accettare una realtà contraddittoria e ibrida, per immaginare un mondo più gioioso.
A sostenere la creazione di queste dieci “flags” c’è anche María Monseny, poliedrica designer che ha iniziato la sua carriera nel mondo della scenografia teatrale. Per il festival ha scelto il rame come elemento principale, ispirandosi agli orti del paese. Ha realizzato un muro fatto di elementi lineari in rame, con diverse texture e tonalità. “Il rame, materiale conduttore della terra, fa parte della memoria collettiva e del senso di circolarità, sottolineando l’importanza della connessione”, spiega María Monseny.
Un movimento globale
The Yoga Gallery, festival trasversale e inclusivo, mette da parte l’estetica per concentrarsi sul messaggio autentico, espresso attraverso un linguaggio occidentale e contemporaneo. “Lo yoga è uno strumento per tutta la giornata e per tutta la vita”, afferma Gabriel Pena, ideatore e promotore dell’iniziativa. “Serve a conoscere se stessi, a risvegliare la consapevolezza; unendo arte, creatività e piacere si crea un ambiente che va oltre quello che si vive normalmente in un festival”. In un mondo sempre più individualista, è fondamentale avere un rifugio interiore da cui costruire l’autostima, affrontare le sfide e condividere senza paura, conclude Pena.





