Dalia Ramazzotti, Minorca

di Gloria Vanni

Nome: Dalia

Cognome: Ramazzotti

Nata a: Livorno

Professione prima di Minorca: assistente alla poltrona in studio dentistico a Pisa

Professione a Minorca: ristoratrice

Ha il nome di un bulbo che dà vita a fiori magnifici, profumatissimi e dai colori sgargianti. Ha il cognome di una celebre voce pop rock che canta: «Vai se devi andare e se non ce la fai più, vai comunque vada che la strada sei tu». Ha dolcezza e determinazione da vendere, Dalia Ramazzotti, classe 1979, nata a Livorno e cresciuta a Marina di Pisa.

Questa è la sua prima intervista, dice con il suo (per me meraviglioso) accento toscano che si stempera quando parla spagnolo. Sorride spesso, scuote i riccioli scuri e ti guarda diritto negli occhi. La sua disponibilità fa rima con umiltà.

Ha lasciato il posto fisso per seguire un sogno: cambiare vita e trasferirsi all’estero. «Come ho messo piede a Minorca, mi sono sentita a casa», dice Dalia. Dopo una settimana di vacanza nel 2015, ci ritorna con l’idea di aprire una gelateria e la trova a Es Mercadal: 70 metri quadrati al numero 5 di Plaça Constitució, nel cuore del villaggio medievale al centro dell’isola.

«Anche se non l’ho vissuta, mi è sembrato di ritornare nell’Italia degli anni ’60. Avevo bisogno di tranquillità, sicurezza, semplicità. Di non avere paura di uscire di casa sola la sera. Ho trovato la mia dimensione a Minorca», spiega Dalia.

ristoranti a mercadal

Acquista la licenza e apre La Cucharita, gelateria e caffetteria. Non ha esperienza di ristorazione e a fine stagione fa un bilancio della sua esperienza. Si mette in discussione e capisce che deve cambiare. Le sue riflessioni sono: «Neanche se mi pagassero a peso d’oro me ne andrei da Minorca però devo reinventarmi. Senza fretta e facendo le cose con preparazione».

Cosa so fare, si chiede Dalia? So cucinare e, pensa che ti ripensa, decide di iniziare la stagione 2017 con un piccolo ristorante di cucina italiana. L’aiuta Dario, suo fratello che, grazie a questa esperienza, oggi lavora a Eataly a Tokyo.

Da maggio a ottobre Dalia vive in cucina. Il secondo anno è meglio del precedente ma… Dario si sposa e va a vivere in Giappone e Dalia resta sola a fare un altro bilancio di vita. Sa che il locale deve decollare. Sa che un locale per funzionare deve comunque avere due persone: una in cucina e una per il servizio in sala. Sa che due persone possono anche non bastare. Sa che deve trovare una soluzione perché da soli non si va lontano.

Gli abitanti di Es Mercadal apprezzano il suo modo di porsi, garbato e sorridente, e sono conquistati dal suo coraggio. «Sono riuscita a integrarmi e a conquistare il rispetto dei miei vicini. E, quando meno me lo aspetto, arriva la proposta di uno spagnolo che lavora nella ristorazione e diventiamo soci. Con l’idea di creare un locale dove proporre cibo di strada o cocina callejera, come si dice in spagnolo». Così Dalia svela l’origine di Urban Street Food, da questa primavera aperto dalle 12 alle 16 e dalle 18 alle 24, sette giorni su sette.

urban street food menorca

L’idea è proporre viaggi gastronomici nel mondo. Con specialità come la burrata con pomodori freschi leggermente marinati, basilico e mentuccia (Italia) – è buonissima e la ricetta della marinatura dei pomodori è segreta, ndr -, e il pulpo á feira (Spagna), i due Pan Bao di guanciale di maiale iberico e di calamari alla madrileña (Cina) e il Papadam con riso basmati e pollo tikka masala (India).

Sono solo quattro esempi delle 14 ricette che stanno conquistando tutti, piatti condivisi cui si aggiungono sei tipi di pizze e cinque accompagnamenti come le tipiche “patats bravas” e il tagliere di formaggi e salumi misti di Minorca.

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Un piccolo locale tutto al femminile, forse è il primo e unico a Minorca. Dalia coordina due cuoche in cucina e due cameriere in sala. «Sono super orgogliosa di questo gruppo di sole donne. Parliamo molto e c’è rispetto tra noi. Veniamo a lavorare per divertirci e stiamo creando una bella atmosfera, apprezzata da minorchini e turisti», aggiunge Dalia.

urban street food staff

I piatti condivisi e i viaggi nelle cucine vicine e lontane stanno conquistando gli abitanti di Minorca che ritornano e, con vino o birra, spendono circa 10/15 euro a persona. Il locale è sempre pieno e mi viene da dire che questo terzo bilancio di Dalia sarà super positivo. Finalmente, perché se lo merita!

Dalia cosa consiglieresti a chi sogna di vivere a Minorca?

«Consiglio di studiare bene il territorio per avere un’idea chiara su cosa c’è e cosa non c’è. Poi, di non essere arroganti e presuntuosi nei confronti dell’isola e dei suoi abitanti. Minorca non è una terra di conquista, è un luogo con un’alta qualità di vita».

Cosa ti piace di più dell’isola?

«È un insieme di cose. Mi piace il fatto che qui posso vivere sola senza alcuna preoccupazione. Minorca è come se fosse una calamita e ti ridisegna la vita con i suoi colori: il verde è più verde, il blu è più blu, il cielo è più cielo».

Già, il cielo è più cielo a Minorca. Ogni giorno mi ci perdo. In questo cielo ritrovo le parole di Vivi e vai di Eros Ramazzotti e mi sembrano ideali per terminare questa intervista: «Correre, gridare, partire, dare un nome alle cose ~ Costruire, navigare, fiorire e coltivare le rose ~ Camminare, emozionare, per sempre innamorare le spose ~ Tutto scorre, tutto è come la musica. È come il tempo. Non si ferma mai. Vivi la vita, vivi e vai».

Vivi la vita e vai, Dalia!

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