Da S’Abarca den Toni, al 21 del Moll de Llevant, scopri come sono fatte le avarcas di Minorca e… sono tutte diverse!

A volte le luci del negozio sono accese anche alle undici di sera, molto oltre l’orario scritto sulla porta. Non è una dimenticanza: è il tempo che serve quando un paio di sandali non si vende ma si costruisce insieme a chi li indosserà.

Toni Lazaro, proprietario del negozio S'Abarca den Toni, Minorca

Da Barcellona a Minorca per fare il servizio militare

Antoni Lázaro, per tutti Toni, arriva a Minorca cinquant’anni fa, per il servizio militare: aveva 21 anni. È nato a Zaragoza ma è cresciuto a Barcellona. Il padre muore quando lui ha nove anni e la mamma si trasferisce in città con i due figli piccoli. Della propria formazione parla con la battuta pronta che lo contraddistingue: espulso dal collegio, racconta di aver imparato “di tutto” e di essere diventato “maestro di nulla“.

Il suo servizio militare coincide con la fine dell’epoca franchista ed è anche il periodo in cui conosce la ragazza che sposerà, Maria. Oggi sono ex marito e moglie, ma vivono entrambi a Es Castell e sono vicini di casa. La storia, con Toni, si racconta sempre con qualche giro inaspettato.

Dopo la pelletteria di Ciutadella, c’è la grotta di Cales Font

Da S'Abarca den Toni i tradizionali sandali di Minorca sono fatti a mano e sono tutti diversi
Prima dei sandali da donna, uomo, bambini che si chiamano “avarcas” in minorchino e “abarcas” in castigliano, nella sua vita c’è la pelletteria. Fino al 1989 Toni lavora, taglia e cuce, abiti, giacche, pantaloni a Ciutadella. Qui ha un negozio e una vita. Qui nascono i suoi due figli, Javier e Susana. È a Ciutadella che Toni osserva i venditori ambulanti di avarcas, i sandali tradizionali minorchini, e capisce che potrebbe essere un mestiere. Compra un paio di sandali e lo smonta pezzo per pezzo per capirne la costruzione.

All’inizio la pelle gliela vendono già tagliata a misura, poi impara a tagliarla lui stesso a mano, finché non realizza le proprie fustelle in ferro – le “troquelles” -, che diventano la base della suola.

La famiglia si trasferisce a Es Castell e i primi cinque anni di produzione e vendita trascorrono in una ex grotta per il riparo delle barche a Cales Fonts: «Ero così felice quando l’ho trovata», dice ancora oggi, a distanza di decenni. Poi, nel 1990, l’incontro con l’attuale negozio nel porto di Mahón. È un ex laboratorio di moto e Toni affitta l’intero edificio, 160 metri quadrati distribuiti tra bottega e deposito, con cinque macchine diverse per la lavorazione della pelle.

Il profumo delle pelli e le macchine dietro il bancone

Le fustelle in ferro di S'Abarca den Toni, la base della suola.

Entrare da S’Abarca den Toni significa varcare la soglia di uno spazio che ricorda più una conceria che un classico negozio di scarpe: il profumo della pelle, le cuciture precise, i materiali scelti uno a uno si percepiscono in ogni paio esposto. Non è una produzione basata sui numeri ma una scelta di lavorazione lenta e duratura. Sugli scaffali ecco abarcas classiche per uomo e donna, modelli per bambini, borse in pelle. E, volendo, c’è la possibilità di farsene realizzare un paio su misura, scegliendo il colore della suola e del cuoio. Vuoi saperne di più sui sandali di Minorca? Vai qui! Chi non può passare di persona, può anche ricevere un paio di abarcas a casa: Toni le spedisce in tutta la Spagna. Dietro il bancone, a rispondere alle domande dei clienti e a consigliare un modello piuttosto che un altro, ci sono due persone, gentili, disponibili e con un sorriso.

Un negozio aperto sei mesi che però lavora tutto l’anno

Il negozio accoglie i clienti da aprile a ottobre ma il lavoro non si ferma mai: nei mesi di chiusura, da novembre a marzo, con la porta abbassata, Toni prepara le nuove avarcas e le borse per la stagione successiva. È un ritmo che racconta anche i due tempi dell’isola, la stagione del turismo e quella della vita di tutti i giorni, il caos e la tranquillità. Oggi il porto vive di un turismo che Toni osserva con distacco affettuoso, e non senza ironia: racconta di quando, l’estate scorsa, una passante gli disse: «Che buon profumo!», e lui rispose: «Sì, signora, Paco Rabanne» e lei, senza scomporsi, gli fece eco ringraziandolo: «Gracias, señor Paco». Con lui lavora Aymé, cubana, arrivata dopo la separazione da Maria. Una storia che Toni racconta con un sorriso e dice: «Oggi siamo più amici che altro e il suo contributo è per me prezioso perché Aymé è perfezionista, precisa, attenta a tutto».

S’Abarca den Toni: avarcas fatte a mano e tutte diverse

Un momento della lavorazione dei sandali fatti a mano di S'Abarca den Toni

Cosa distingue S’Abarca den Toni da altre produzioni? La risposta di Toni è semplice: «In fabbrica si lavora a catena, qui faccio tutto io, dall’inizio alla fine. Questa è la differenza».

Nel suo negozio puoi restare anche mezz’ora a scegliere la pelle, il colore della suola, il modello più adatto, mentre si chiacchiera del più e del meno. E non è raro che da questi momenti nascano amicizie che durano negli anni. Clienti che tornano stagione dopo stagione o che – come una coppia che Toni ricorda volentieri -, aspettano che finisca di realizzare il loro paio di avarcas per poi andare a bere qualcosa tutti insieme. «Ti faccio lo sconto ma tu mi devi offrire una birra!», dice lui, e così chi entra per comprare un paio di sandali esce, spesso, anche con una nuova amicizia.

I suoi clienti sono per lo più turisti e ospiti di passaggio. Con i minorchini il rapporto è diverso, più lento da costruire: «Per loro sei sempre un forestiero se non sei nato sull’isola». Toni ha risolto la distanza a modo suo, imparando la lingua: quando sente parlare in minorchino, risponde in minorchino.

Esperienze, non solo sandali personalizzati

La cucitura della suola: anche se sembrano uguali, ogni paio è diverso e Toni consiglia sempre di provare più esemplari dello stesso modello.

Sono stata da S’Abarca den Toni diverse volte e mi sono resa conto di una cosa: lui offre esperienze non solo sandali a buon prezzo e magari fatti sotto i tuoi occhi. È qualcosa di unico. Capisco le volte che sono passata la sera inoltrata e ho intravvisto la luce ancora accesa. Capisco il ritmo di Toni, un uomo che vive bene il suo quotidiano e continua a occuparsi di tutto. Intuisco il contrasto tra il tempo del turista e il tempo dell’artigiano che lavora a porta chiusa, in silenzio, fino alla stagione dopo.

Forse è proprio in questo scarto, in questa distanza, più che nel prezzo di un paio di sandali, che si misurano la differenza e il valore tra un souvenir e un oggetto fatto a mano, sotto i propri occhi. E penso che siamo fortunati a “possedere”, al numero 21 del Moll de Llevant, una persona come Toni che, con professionalità e leggerezza, ci consente tutt’ora di condividere una autentica tradizione di Minorca.

S'abarca den Toni è il nome del negozio di Toni Lazaro nel porto di Mahón.