Pizze, paste e sapori di casa da Rojo Pomodoro

Di Gloria Vanni

Nome: Simona e Victor

Cognome: Campanini e Volonté

Nati a: Tradate lei, Saronno lui (Varese)

Professione prima di venire a Minorca: architetto lei, project manager di grandi apparecchiature ospedaliere lui

Professione a Minorca: imprenditori/ristoratori

Avete presente “Sliding Doors“, quel film del 1998 diretto da Peter Howitt con Gwyneth Paltrow? Parlava di destino. Ecco, non accade solo al cinema. Ci sono momenti nella vita in cui vediamo che c’è un treno che sta passando davanti a noi. A noi la scelta di salirci. A me è successo e più di una volta. La prima avevo 20 anni, ho ricevuto una telefonata e sono partita in barca a vela: cinque anni di vita e di lavoro.

È capitato anche a Simona e Victor. Lui perde il lavoro a 51 anni e insieme si dicono: «Amore, partiamo! Prendiamoci un anno sabbatico, guardiamoci attorno e vediamo cosa fare».

Qualcuno parla loro di Minorca. Simona e Victor la raggiungono a maggio 2014 e per un mese vivono a Es Castell. Se ne innamorano “poc a poc“. Rimangono stupiti dalla gente che li saluta per strada senza conoscerli. Poi, vanno a perlustrare Alicante e la Costa Blanca. Quando si avvicina il compleanno di Simona decidono di tornare a festeggiarlo a Minorca. A Es Castell ovviamente, dove è rimasto un pezzetto del loro cuore.

«È il 25 luglio, siamo seduti su un muretto e guardiamo i ragazzi lavorare nel ristorante di fronte. Poi, una ragazza esce, viene verso di noi e, con nostra grande sorpresa, ci dice: “Volete comprare la nostra licenza? La vendiamo!”», racconta Simona.

Così il destino incrocia Simona e Victor, non più ragazzini ma con ancora voglia di fare. Raccolgono l’opportunità al volo, da ottobre 2014 vivono a Minorca e nel 2015 aprono il loro Rojo Pomodoro a Es Castell. Un locale con una precisa filosofia: poche cose, ingredienti genuini e nulla in scatola per pizze, focacce, calzoni; spaghetti, tagliatelle, maccheroni e lasagne fatti a mano; insalate e qualche piatto speciale in inverno; dolci casalinghi come tiramisù e panna cotta pronti tutto l’anno.

Simona e Vistor Rojo Pomodoro Es Castell

Il pizzaiolo lavora al bancone a vista e cuoce le pizze nel forno a pietra. In cucina c’è Victor. In sala Simona riceve, consiglia e serve sempre con un sorriso.

Le loro pizze (con poco bordo perché ai minorchini piace così) arrivano pure a domicilio: consegne anche a Casa Bonita! La pasta fresca è di semola di grano italiano, con o senza uovo: va bene anche per vegani.

«Per noi è tutto a chilometro zero. Compriamo il formaggio di Mahon e gli insaccati in fattoria. Tanti prodotti li dobbiamo importare. Cucino solo con ingredienti freschi. Cerco di unire le tradizioni minorchine e italiane», aggiunge Victor che si è reinventato come cuoco ed è molto apprezzato dagli abitanti di Es Castell, circa 8 mila persone.

«Ci vuole tempo per farsi volere bene: la gente ha bisogno di capire che non sei uno che passa e poi se ne va», aggiungono all’unisono Simona e Victor mentre mi mostrano orgogliosi il loro Rojo Pomodoro appena rinnovato. È di fronte al Centro di Salut di Es Castell, a pochi passi da Cales Fontes. D’estate hanno anche i tavolini fuori.

Da maggio a ottobre sono aperti la sera, martedì è il giorno di riposo. Marzo, aprile, novembre, dicembre sono aperti giovedì, venerdì, sabato, domenica sera e a mezzogiorno con piatti speciali. Insomma, un bell’impegno per Simona e Victor che sprizzano passione per il loro lavoro. Sì, amano ciò che fanno.

Com’è l’inverno a Minorca?

«È la stagione che più ci piace. Questa è un’isola che ha un suo ritmo, senza eccessi e senza divieti. Per noi Minorca è l’ombelico del mondo. Ci piace la sua genuinità e la sua semplicità. Poi, tutto dipende da ciò che uno vuole», dice ancora Victor.

Ecco, suggerimenti per chi volesse venire a vivere a Minorca?

«È fondamentale inserirsi nell’ambiente e con le persone che lo vivono. Minorca consente questo approccio. Ci si incontra e ci si saluta anche senza conoscersi. Qui si riscoprono umanità, ritmi e qualità di vita che altrove si sono persi. Poi, è necessario parlare spagnolo se si vuole aprire un’attività a contatto con il pubblico. È anche una questione di rispetto. E di rispetto su quest’isola ce n’è davvero tanto», precisa Simona.

Già, rispetto non è una parola desueta a Minorca. Si respira nell’aria, mescolato agli odori della terra e del mare che il vento, da nord o da sud poco importa, fa ballare un giorno sì e l’altro pure. Grazie Simona & Victor per avere creato qualcosa di semplice e allo stesso tempo speciale. Come l’isola che ci accoglie.

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