Alessandro Thione, chirurgo italiano, ha disegnato con MIBO le avarcas da usare anche in ospedale

Ogni fine estate la stessa scena: si torna a casa, si disfano le valige e le avarcas finiscono in fondo all’armadio, in attesa della prossima vacanza a Minorca. Ad Alessandro Thione, chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico, specializzato in microchirurgia e chirurgia della mano, questo rito non è mai andato giù. «Ero stufo di metterle via fino all’anno dopo. Così mi sono detto: vediamo di inventarne un paio da usare tutto l’anno!», racconta.

Alessandro Thione è un medico italiano che vive a Valencia e frequenta Minorca dal 2013.
Da quella piccola insofferenza, è nata la Linea AT by MIBO, avarca minorchina in gomma EVA pensata per chi trascorre molte ore in piedi, è sempre in movimento, ha bisogno di una calzatura comoda, pratica, facile da pulire. La produce MIBO, azienda fondata da Miquel Pascual e Bosco Moll con sede a Es Migjorn Gran. Per ora la conoscono in pochi e, da giornalista, sono davvero contenta di essere la prima a parlarne: chiamasi scoop!

Un incontro andando in spiaggia a Sant Tomàs

Alessandro vive a Valencia, frequenta Minorca dal 2013 e Es Migjorn Gran è uno dei suoi posti del cuore. Andando verso la spiaggia di Sant Tomàs, passa davanti a MIBO e lì compra le sue avarcas. Oggi ne ha sette o otto paia: «È la mia scarpa preferita in assoluto, la più comoda che abbia mai incontrato», aggiunge.

Perciò, quando la sua idea prende forma, va a parlare con MIBO. «Mi hanno ascoltato, hanno messo in pratica le mie idee e abbiamo realizzato insieme un nuovo tipo di avarca», spiega Alessandro.

Non una scarpa sanitaria, ma la scarpa per un sanitario

Avarcas di Mibo in gomma EVA, un materiale leggerissimo, flessibile, che assorbe pochissima acqua e ha una superficie liscia che si pulisce con un panno e sapone neutro.

Il punto di partenza è la voglia di un medico innamorato dei tradizionali sandali di Minorca di indossarli anche al lavoro, in ospedale. Alessandro precisa: «Non nasce come scarpa sanitaria. Nasce come scarpa per un sanitario che voleva portare l’avarca anche al lavoro».

E al lavoro la porta davvero: in ambulatorio, in ospedale, circa otto ore al giorno, senza fastidi a fine giornata. Il suo contributo sta nei dettagli: la copertura sul collo del piede più ampia, così che davanti resti aperta ma le dita non escano; componenti e suola più spesse e robuste; il “laccetto” posteriore più resistente; un piano d’appoggio completamente liscio, dove lo sporco non trova appigli. Ha verificato anche che un ago caduto non la trapassi e che una macchia di sangue si lavi via facilmente. Il modello da donna è leggermente rialzato, quello da uomo più piatto.

La novità? La gomma EVA al posto di cuoio, camoscio, tessuto…

La gomma EVA (etilene vinil acetato) è una schiuma a celle chiuse: leggerissima, flessibile, assorbe pochissima acqua e ha una superficie liscia che si pulisce con un panno e sapone neutro. È lo stesso materiale degli zoccoli sanitari che si vedono in corsia, qui però in versione morbida. Sotto c’è una suola in poliuretano, che garantisce ammortizzazione e durata.

La gomma EVA è lo stesso materiale degli zoccoli sanitari che si vedono in ospedale.

Si sciacquano con acqua dolce dopo spiaggia e piscina, si asciugano all’ombra, lontano da termosifoni e sole diretto. Alessandro le ha lavate perfino con l’idropulitrice: «tornano quasi nuove». E le ha messe alla prova in autoclave. Ma niente promesse esagerate: «Non sono antibatteriche, sono lavabili. Finisce tutto lì», spiega.

E l’identità minorchina? «A due metri di distanza non distingui un’avarca di cuoio da una di EVA. La forma è l’identità», precisa.

A chi storce il naso davanti alla materia plastica, risponde che è una scarpa che dura nel tempo, l’opposto dell’usa e getta. E a chi ha problemi plantari consiglia piuttosto la linea anatomica BIO di MIBO e aggiunge: «Se il piede è sano, è nato per camminare scalzo, e una suola liscia va benissimo».

AT, Alessandro Thione, una firma che viene da un talaiot

Avarcas Mibo e Alessandro Thione, medico italiano che da anni vive in Spagna, innamorato del sandalo minorchino che considera la scarpa più comoda che abbia mai incontrato.

Sul sandalo c’è un piccolo logo: è il logo professionale di Alessandro Thione, la sagoma stilizzata del talaiot di Talatí de Dalt. Nasce da una foto scattata nel 2016 con Barbara, sua moglie, che lo ha poi disegnato. Alessandro aggiunge con un sorriso: «Mi piace che questa scarpa abbia una firma che ricordi Minorca».

Perché l’isola è il cuore del progetto: «Non avrei mai accettato una produzione al di fuori di Minorca. Doveva nascere qui, da gente che da sempre fa solo avarcas».

Come avere le avarcas della linea AT

La Linea AT è disponibile per donna e uomo, in cinque colori – nero, talpa, kaki, ghiaccio e marrone -, a 49,90 euro il modello femminile e 39,90 quello maschile. Per ora MIBO la produce solo su richiesta: si ordina sul sito abarcasmenorquinas.com. Se la risposta sarà buona saranno presenti anche nei negozi di Es Migjorn, Ciutadella, Mahón, Es Mercadal. E chissà, magari ci sarà anche l’azzurro del primo prototipo che ad Alessandro piace tanto.

Il suo sogno è semplice: «Che questa scarpa si diffonda sempre di più e sia il punto di partenza per migliorarla ancora. Non bisogna mai fermarsi». Quindi, si dice avarcas o abarcas? La risposta in questo mio articolo, scritto con amore per i sandali di Minorca.

Avarcas Linea AT, Alessandro Thione e Mibo, modello in vendita in cinque colori - nero, talpa, kaki, ghiaccio e marrone -, per uomo e donna.