Dietro a Sa Punta, Amapola, Biniarbolla c’è un inglese che ama Minorca: Matthew Meacham

Ci sono incontri che arrivano leggeri, improvvisi, senza pretese. E quasi subito ti accorgi che ti hanno aperto un mondo. Amo il mio lavoro perché non smette mai di sorprendermi! Con Matthew Meacham è andata così. Un inglese dall’aria placida, spagnolo perfetto, e una conversazione che, senza accorgercene, è durata più di un’ora. È il tipo di persona che si siede davanti a te e ti fa subito sentire tuo agio. Allo stesso tempo non ama apparire e fargli una foto è una impresa. Sono le 9.15 di un mattino di festa e lui arriva dal campo di tennis. Abbigliamento sportivo, atteggiamento informale, preferisce spingere avanti i giovani che lavorano con lui, mentre lui resta un passo indietro, silenzioso e sorridente. Eppure dietro questo modo di essere, c’è una vita vissuta a cento all’ora.

Con Matthew Meacham capisco come nascono le storie speciali

Matthew Meacham, inglese, avvocato di formazione, è stato a lungo consulente strategico per grandi aziende del food & beverage.

La storia di Matthew Meacham con Minorca comincia da una barca. La prima volta è arrivato così, spinto dal vento più che da un’idea e aveva solo 16 anni. Sua moglie invece conosceva già l’isola da bambina: è nata a Barcellona e ogni estate le vacanze erano a Minorca. Insieme, più di 25 anni fa, hanno comprato casa a Suestra (Sant Lluís). Una decisione che allora sembrava un dettaglio e oggi è il centro della loro vita.

Matthew ha sessant’anni ma sembra avere addosso la leggerezza di chi ha già visto abbastanza mondo per potersi finalmente fermare. Avvocato di formazione, consulente strategico per grandi aziende del food & beverage, ha vissuto in Costa Rica, Messico, Stati Uniti, viaggiato in più di 80 Paesi e lavorato sempre nel mondo del cibo e delle bevande. Per anni ha accumulato più di 220 voli all’anno. Una vita di aeroporti, briefing e sale riunioni. Poi, a un certo punto, la scelta di rallentare. O almeno provarci. Decide di andare in pensione a 55 anni e dedica solo un giorno a settimana alle consulenze.

È in quel momento che compare Sa Punta

Gli propongono di rilevare lo storico ristorante del Club Náutico di Villacarlos, un luogo molto amato dai minorchini. Matthew accetta con una chiarezza disarmante e vuole farne un punto di riferimento per l’isola, non solo per i turisti. Quando lo riapre, a giugno 2021, ha già un’idea precisa: una cucina che rispetti Minorca e la sua terra. Oggi il 67% di ciò che si mangia al Sa Punta arriva dall’isola: prodotti locali, artigianali, di stagione, trattati con cura. Una creatività che non deve stupire a tutti i costi, ma emozionare.

A giugno 2021, Matthew Meacham riapre lo storico ristorante del Club Náutico di Villacarlos: si chiama Sa Punta e propone una cucina creativa che emoziona.
Così è e questa sua visione gentile ma determinata — si sente immediatamente entrando nel ristorante che in poco tempo è diventato uno degli indirizzi più amati dell’isola, soprattutto dai minorchini. Matthew aggiunge: «Abbiamo poi aperto il Moll de Sa Punta, il bar chill out che si trova proprio sotto al Sa Punta. Un luogo informale, perfetto per stuzzichini e cocktail con vista mare. Un tempo era il classico “baretto” dei pescatori: ci venivano all’alba, appena rientrati dalla pesca, per fare colazione e scambiarsi due parole prima di tornare a casa. Conserva tutt’ora quell’anima semplice ma con un tocco in più».  Per quattro inverni ha tenuto aperto il Sa Punta, quest’anno ha chiuso e l’alternativa si chiama Amapola.

Elena, il forno, e la nascita di Amapola 

Amapola, la caffetteria-panetteria a Es Castell, nasce quasi per caso. O forse per amore del pane. Per due anni Sa Punta lo comprava dalla panetteria Amapola di Lester e Elena, una panettiera straordinaria, a Mahón. Quando i ragazzi decidono di chiudere l’attività, Matthew compra il forno, le macchine e propone a Elena di unirsi al suo progetto: due giorni a fare il pane, tre per i dolci, Lester in sala. Poi l’isola inizia a bussare alla loro porta: hotel e ristoranti chiedono pane, brioche, dolci. È chiaro che serve un luogo tutto loro. Così, dopo oltre un anno di lavori, nell’agosto 2024 apre Amapola: caffetteria luminosa, forno artigianale, cucina attenta e delicata, aperta fino alle quattro del pomeriggio.

«Questo mi permette di tenere le persone, il mio nucleo duro, tutto l’anno», mi dice con orgoglio. Parla di Elena e Lester, Roberto e Cristina come se fossero famiglia e gli brillano gli occhi.

Elena, la panettiera di Amapola, è appassionata di grani antichi e massa madre

 

Biniarbolla: i liquori, le erbe e il futuro nelle mani dei giovani

La terza parte del suo mondo è la più sorprendente: i liquori Biniarbolla. Qui la protagonista è Cristina, terza generazione di una famiglia di produttori di liquori che ha dovuto chiudere nel 2020. Matthew la incontra, lei gli mostra un tatuaggio sul braccio e, dopo tre minuti, hanno già un accordo.

Insieme progettano una nuova fabbrica di 600 metri quadrati nel poligono di Es Castell e riprendono in mano la ricetta tradizionale delle Herbes Biniarbolla: sedici erbe e due chicchi di caffè, autenticità e qualità a fianco di iNNat, il gin premium di Minorca, e di Glop un gin vivace e dinamico, ideale per feste e eventi. Le erbe arrivano dalla fattoria Binissaida de Barranco, un tempo della famiglia di Cristina e oggi di un francese, Patrick, che ha creato uno dei progetti agricoli più innovatori di agricoltura ecologica e rigenerativa a Minorca. Per ogni bottiglia, Biniarbolla devolve 10 centesimi a Menorca Preservation, associazione impegnata nella protezione del patrimonio naturale e ambientale di Minorca.  È l’unica liquoreria di Minorca ad avere ottenuto il marchio “Menorca Reserva de la Biosfera”.

I liquori Biniarbolla: iNNat, il gin premium di Minorca, Herbes Biniarbolla e Glop, un gin vivace e dinamico
Intanto,  da Amapola si tiene anche il “mañaneo”: due ore di musica dal vivo, a mezzogiorno, sabato o domenica, dipende dal tempo, con un toniquito in mano. Una festa discreta, elegante, profondamente minorchina. Dettagli sul profilo Instagram.

Il filo rosso di tutte le storie di un inglese a Minorca

Ascoltando Matthew, capisco che ciò che lo muove davvero non sono i progetti ma le persone che ci stanno dentro. Ogni sua scelta imprenditoriale sembra nascere dall’incontro con qualcuno: uno chef, una panettiera, una giovane imprenditrice con una figlia che vuole lavorare nel marketing d’estate.

Ha tre figli che vivono in Inghilterra ma è Minorca il luogo che tiene unita la famiglia. Anche sua moglie preferisce stare lontana dai riflettori. «È ancora più basso profilo di me», dice ridendo. E mentre lo ascolto, mi rendo conto che la sua storia non è solo un racconto di imprese e visioni. È la storia di un uomo che ha girato il mondo e ha scelto di piantare radici in un’isola che, come lui, ama le cose buone, fatte con cura, e le persone che ci mettono anima. Matthew non cerca il palcoscenico. A lui interessa il dietro le quinte. E credo che proprio da lì si costruiscano le cose più interessanti e belle.

Cristina e Roberto, l'esperta di erbe e gin di qualità; Roberto, chef valenciano in forza al Sa Punta dal giorno dell'apertura nel 2021.