Marcello e Pierangela: imprenditori a Minorca

di Gloria Vanni

Nome: Pierangela e Marcello

Cognome: Pellegrinelli e Lumina

Nati a: Bergamo

Professione prima di venire a Minorca: mamma e università (lei), ristorazione (lui)

Professione a Minorca: imprenditori turistici

Marcello e Pierangela: imprenditori dell'accoglienza nel cuore di Ciutadella

C’è un momento preciso in cui capisci che un luogo ti ha scelto. Non sei tu a sceglierlo: è lui che ti prende, ti entra dentro e non ti lascia più andare.

Marcello e Pierangela lo hanno capito su un traghetto per Valencia, dopo una prima estate a Minorca. «Ci siamo fermati ad Alicante e ci siamo resi conto che avevamo fatto una scemenza perché volevamo vivere a Minorca». Sono parole che conosco. Le ho sentite risuonare anche dentro di me, anni fa. E ogni volta che le riascolto da qualcun altro, sento che Minorca ha ancora qualcosa di magico da raccontare.

Marcello e Pierangela arrivano da Bergamo e la riservatezza è nel loro Dna. Come ristorazione e ospitalità. Marcello a 19 anni gestiva il Caffè del Colleoni, proprietà di famiglia, uno dei locali storici della città bassa. Poi, ha aperto il suo primo locale, lo 035 Caffè, sempre a Bergamo Centro. Quindi, con Pierangela hanno aperto il Chinotto, caffetteria con aperitivi e ultima avventura italiana.

Si conoscono nel 2002. Amore a prima vista, raccontano senza esitazione. Nel 2003 arriva Caterina, l’anno dopo Viola. Una famiglia, un progetto, una vita costruita con le mani. Nel 2006 vendono il Chinotto e partono. Un viaggio sabbatico lungo le coste spagnole, un mese alla ricerca di un posto, quello giusto. Non lo trovano.

Poi, un amico parla loro di Ciutadella, e qualcosa si muove. Marcello si iscrive a un corso intensivo di spagnolo di otto oreotto ore, mi fa sorridere la concretezza bergamascam, ndr — e partono. Il traghetto entra nel porto alle nove di sera, i ristoranti sono aperti, c’è vita e luce. Marcello inizia a lavorare come barista al Fusion Café, Pierangela fa la mamma. A fine stagione, tanti dicono loro che l’inverno a Minorca è difficile. Perciò, partono ma in poco più di 24 ore si rendono conto che loro vogliono proprio vivere a Minorca.

Vendono la casa a Bergamo, la macchina e ritornano a Ciutadella. Affittano una casa per tutto tutto l’anno, Marcello diventa responsabile del Fusion Café e l’estate successiva trovano un garage al pianterreno dove creano il Ristorante 971 cui segue l’Hotel 971, al numero 10 di Carrer San Sebastià. 971 è il prefisso delle Baleari, un gioco di specchi con lo 035 di Bergamo. Da lì inizia tutto.

Oggi, quasi vent’anni dopo, Marcello e Pierangela hanno costruito qualcosa che va oltre un’attività imprenditoriale. Hanno creato un universo dell’accoglienza fatto di gusto, cura, personalità.

Il Sodium, ricavato da un’antica casa signorile dell’inizio del Novecento sulla Contramurada di Ciutadella, è un hotel boutique di sei camere dove ogni stanza ha il nome di un metallo e gioca con la luce come fosse un elemento vivo. Il Cheap and Chic, sette camere nel cuore del centro storico, è una piccola galleria d’arte permanente: ogni angolo ospita opere degli artisti più riconosciuti dell’isola, ogni camera porta il nome di un elemento della natura — Arena, Agua, Tierra, Viento, Sal, Arcilla, Aire — in omaggio a un’isola che l’Unesco ha dichiarato Riserva della Biosfera. Il ristorante e l’hotel 971 l’hanno venduto.

C’è però la novità, quella che fa brillare gli occhi a entrambi mentre me ne parlano: l’Hotel Riviera. Apre il primo giugno. L’hanno acquistato due anni fa, ristrutturato con amore e con un’idea precisa. Ovvero, ricreare quella leggerezza spensierata delle pensioni anni Settanta della Riviera Adriatica, quei posti dove da bambini ci si sentiva davvero in vacanza.

Colori arancio e giallo, 14 camere, la terrazza per lo yoga, la zona piscina pensata anche per concerti aperti al pubblico, settimane dedicate al wellness, accoglienza e consigli. Aprirà anche a pranzo, per il brunch. È un modo per festeggiare i loro quasi vent’anni sull’isola.

La filosofia che accomuna il Sodium e il Cheap and Chic è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: niente reception, codice d’accesso e loro presenti ogni mattina per i loro ospiti. Pronti a dare consigli su dove mangiare, dove affittare uno scooter, cosa non perdere. «Il cliente è come se venisse a casa, si affeziona e torna o ci consiglia», aggiunge Pierangela che non ama apparire e non si lascia fotografare.

In inverno Ciutadella si fa silenziosa e loro partono. Asia, soprattutto: Thailandia, Indonesia, Malaesia, Filippine. Viaggiano soli, si ricaricano, tornano con nuove idee. Le loro figlie hanno preso strade artistiche: Caterina canta, è un promessa della musica contemporanea, ha da poco terminato la sua esperienza ad Amici, la trasmissione di Maria de Filippi. Invece, Viola ama scrivere, suona il violino, ha studiato al conservatorio e ora studia giornalismo a Pamplona, con il sogno di fare “periodismo lento“, reportage lunghi, profondi, che richiedono tempo.

Cosa vi piace di Minorca?

«L’estate, perché c’è vita, per il clima, per la proposte di Minorca e avendo le figlie grandi ora apprezziamo altre cose. Quest’isola è stupenda per crescere i figli che, quando diventano grandi, partono e vanno a cercare altro. A volte, però, ritornano!».

Cosa consigliate a chi sogna di venire a vivere a Minorca?

«Suggeriamo di trascorrerci almeno un inverno. Di venire preparati sapendo che non è una isola per tutti e di pensare a cose di qualità. Per chi fa bene le cose, c’è ancora spazio».

È vero. L’ho visto con i miei occhi, in questi anni. Minorca premia chi arriva con rispetto, con un’idea chiara e con la voglia genuina di costruire qualcosa. Marcello e Pierangela ne sono un esempio. Praticano da vent’anni una forma di lentezza coraggiosa: quella di chi sceglie di fare bene le cose, di chi costruisce con cura, di chi non insegue i grandi numeri ma la qualità di ogni singolo incontro. Sembra quasi che Minorca li abbia scelti bene.