Daila Lupo: quando la musica ti porta da Roma a Oporto e a Minorca

di Gloria Vanni

Nome: Daila

Cognome: Lupo

Nata a: Roma

Professione in Italia: musicista e cantante

Professione a Minorca: musicista e cantante

Daila Lupo

La prima cosa che noto di Daila Lupo è che… non si è mai fermata! Cioè, si è fermata solo quando ha deciso lei. E ogni volta, è in un posto nuovo. Tipo me.

La incontro a Minorca, dove vive dal 2019. Romana, musicista, cantante. E appassionata di ballo, una scoperta che le ha aperto mondi. E lei li ha aperti a me!

Da Roma a Oporto grazie a un Erasmus

Classe 1985, Daila cresce a Roma e, dopo il Liceo artistico, si trasferisce a Viterbo con la mamma. Nella città universitaria a una giusta distanza dal mare, si iscrive a un corso di Laurea in Letteratura, Arte, Musica e Spettacolo che poi diventa il DAMS (Discipline delle Arti, della Musica, dello Spettacolo e dei Media digitali). Ha 20 vent’anni e a Viterbo arriva la svolta: una borsa di studio Erasmus che la porta in Portogallo, a Oporto. Alla Escola Superior de Música e Artes do Espectáculo (Esmae) studia jazz con insegnanti portoghesi, brasiliani, cubani. Impara attraverso la pratica, il corpo, il ritmo. E inizia a cantare sul serio.

«Ho iniziato a esibirmi per caso», racconta Daila. «Un’amica cantante non poteva esibirsi per una serata di bossa nova, mi ha chiesto di sostituirla e così ho cantato con un chitarrista brasiliano. Ricordo ogni istante di quella sera, per natura sono timida e per me è difficile stare su un palcoscenico. Ma ho superato la paura perché amo ciò che faccio». Daila resta sette anni in Portogallo, Paese con un livello tecnico musicale piuttosto alto e un mercato culturale più sviluppato rispetto a Italia e Spagna.

La vita del musicista è difficile ovunque ma in Portogallo è più semplice perché in qualunque bar e ristorante c’è musica dal vivo. Lei canta e suona la chitarra in hotel a cinque stelle, alla Fnac di Oporto, in bar e jazz club. Ha un quintetto, un sestetto, un duo, un trio. Si adatta perché è un’artista poliedrica e versatile. Nel frattempo dà lezioni di italiano all’Associazione Dante Alighieri di Oporto. Quando nel 2017 il Portogallo entra in crisi, parte, torna in Italia e si esibisce in Toscana, Trentino, Folgaria…

Daila Lupo

L’arrivo a Minorca nel 2019 e le stagioni negli hotel

Nel 2019 le arriva una proposta di lavoro da Minorca. L’accetta, si trasferisce a Ferreries con Alex, chitarrista brasiliano che, oltre a suonare con lei, dà lezioni di musica. Quando arriva il Covid, come tutti, Daila resiste anche con lavori inaspettati come quello di capo animazione in hotel. Rimane sull’isola e per quattro stagioni estive canta e suona la sera negli hotel: latin jazz, bossa nova, Mina, Lucio Dalla, Giorgia, Fiorella Mannoia, musica tradizionale sudamericana arrangiata.

A febbraio 2021 conosce Carlos, minorchino Doc. «Quando l’ho visto ho pensato: è l’uomo più bello del mondo». È amore con la maiuscola. Ad aprile 2024 si sposano e vivono a Sant Climent. Lui non ha mai messo piede in una pista da ballo, lei lo contagia e oggi sono una coppia coinvolgente, sensuale, armoniosa che ogni tanto va perfino a ballare a Mallorca.

E Carlos aspetta paziente che Daila ritorni dall’Italia a fine estate. Infatti, è da qui che sono arrivate opportunità professionali concrete per le ultime tre stagioni. È anche questione di repertorio: il latin jazz e la musica italiana che lei ama fare trovano maggiore riscontro in Italia. Gli hotel a Minorca, viceversa, preferiscono gruppi che propongono cover internazionali o tributi. «Poi, in Italia c’è ancora il piano bar». E allora lei parte, va e torna.

Dalla tarantella ai balli latinoamericani: ballare a Minorca

A Minorca Daila ritrova qualcosa che aveva messo da parte: il ballo. Da piccola ballava per il piacere puro del movimento. Qui lo riscopre in grande, attraverso i balli latinoamericani — salsa, bachata, swing — e comincia a esplorarne radici, contaminazioni, storie.

«Sono appassionata di tarantella e pizzica», racconta. «A Minorca le ho sostituite con i balli latinoamericani. Mi piace scoprire le radici comuni. La musica deve essere anche ballo».

E ancora, il ritmo dello zouk, ballo di coppia dalle origini africane, adottato dal Brasile e accessibile a tutti. Come la bachata sensual – il top di movimenti soavi e sensuali di corpo e anche -, e la fusión (mescolanza di tutti i tipi di bachata), inventate in Spagna. «Mi si apre un mondo», dice. È la stessa frase che potrebbe usare per ogni tappa della sua vita.

Tutti a ballare all’Akelarre a Mahón, l’11 aprile e il 2 maggio

Da questa passione nasce un progetto concreto. L’11 aprile, all’Akelarre di Mahón, Daila organizza un evento che mescola formazione, festa, ballo: il pomeriggio, laboratori di salsa, bachata e swing con quattro insegnanti professionisti; la sera, si balla con lei che canta sulle note della chitarra di Alex.

Il 2 maggio è già in programma la seconda data. L’idea è quella di farne un appuntamento mensile e costruire qualcosa di stabile, un punto di riferimento per chi ama ballare sull’isola. Daila ci crede. E chi la conosce sa che quando ci crede, le cose le porta avanti. Il ballo unisce e fa bene. L’11 aprile ci sono anch’io all’Akelarre, sempre curiosa di imparare qualcosa di nuovo.

Intanto Dalia è solo apparentemente ferma a Minorca. Perché sta seguendo corsi di formazione professionale al IES Cap de Levant, Scuola Superiore a Mahón dove studia per diventare una terapeuta professionista in massaggi e trattamenti estetici. Un’alternativa alla musica dell’estate per continuare a vivere a Minorca, isola che le regala amore, mare, natura, calma, pace.

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