Alla scoperta di “Da Costa – Il piacere di condividere”, ristorante italiano al numero 295 del Moll de Llevant

Confesso una mia piccola, radicata diffidenza verso i ristoranti italiani all’estero. Quindi li evito. Perché propongono perlopiù piatti per compiacere i turisti e bandiere tricolori sventolate più che cucinate. Per questo, quando ho scoperto che nel porto di Mahón aveva aperto un altro locale italiano, Da Costa, non mi aspettavo granché e mi sono seduta a tavola con un certo scetticismo. Mi sono dovuta ricredere e in fretta.

Infatti, qui la pasta non arriva da un pacco. Nasce nel laboratorio interno dove gli chef entrano alle nove del mattino per fare gnocchi, tagliolini, lasagne, agnolotti del “plin” con la stessa cura di chi prepara la pasta in famiglia.

Gabriele Costamagna, ideatore del progetto Da Costa, due ristoranti in Italia, a Cuneo, e uno a Minorca

E poi c’è lui: Gabriele Costamagna, quarant’anni, piemontese di Mondovì, che a Minorca ci è arrivato quasi per caso e se ne è innamorato senza rimedio. Gabriele non è un ristoratore “di mestiere”. È un imprenditore digitale con un passato fatto di start-up, algoritmi sportivi e investitori esteri, che a un certo punto ha deciso di tornare a qualcosa di più semplice e vero: il cibo artigianale, fatto a mano.

Gabriele Costamagna, l’imprenditore digitale prestato alla pallavolo

La sua storia comincia tra i campi e le lucciole di Bombonina, la frazione di Cuneo dove è cresciuto tagliando il fieno con il nonno, figlio unico di  papà meccanico e mamma casalinga.

A 19 anni fonda un sito di recensioni di libri, lo trasforma in una community e a 23 lo vende. Poi, con un amico dell’università, inventa un algoritmo capace di simulare partite sportive di qualsiasi disciplina. Arrivano gli investitori e l’avventura, intensa, si trasferisce per sei anni in Estonia. Alla fine, però, il progetto non regge economicamente: «Abbiamo tardato perché cercavamo una perfezione che non è mai arrivata», racconta oggi, con la lucidità di chi da quegli errori ha imparato più che dai successi.

Il capitolo che lo rende più orgoglioso, però, non ha nulla a che fare con la tecnologia e con il suo essere un nerd cresciuto a cavallo tra l’era analogica e l’era digitale: è la pallavolo. Dal 2017 Gabriele è presidente della squadra maschile di Cuneo e nel 2025 l’ha riportata in Serie A, in Superlega. «Questa è la mia massima impresa», dice senza esitazione.

E poi alla cucina: a Cuneo nasce il progetto Da Costa

Esterni del ristorante Da Costa a Mahón e la bresaola fatta in casa

Da questa energia camaleontica nasce, nel 2023, l’idea di Da Costa. Il primo locale apre a Cuneo nell’aprile 2025, il secondo a ottobre 2026. Ma è a Mahón, dove Gabriele arriva per caso – grazie a un portale che gli segnala locali in vendita -, che il progetto trova la sua dimensione internazionale e più ambiziosa.

Si innamora a prima vista di Minorca e… come lo capisco! Rileva un ex locale abbandonato da un anno, l’ex Pizzeria Roma sul porto, e con l’aiuto di suo padre e di Dodo, lo chef, lo rimette in piedi in un mese e mezzo di lavori. A fine aprile 2026, al numero 295 del Moll de Llevant, apre il ristorante “Da Costa – El placer de compartir“.

Lo Staff del Ristorante Da Costa nel Porto di Mahón

L’importanza di una famiglia con cui condividere sogni e visioni

Al suo fianco, mi racconta, c’è sua moglie Giulia – stanno insieme da quando erano ragazzini e si sono conosciuti a una festa di paese -, sua figlia Letizia, i suoi suoceri e ci sono i suoi genitori, Silvio e Anna, 72 e  70 anni. Da sempre sono per lui “una risorsa fondamentale” e, in questa avventura, sono quasi un braccio armato. Non è solo un modo di dire.

Sono loro ad averlo aiutato a rimettere in piedi il locale di Mahón. E sono sempre loro i primi tifosi di ogni suo progetto. «Sono gasatissimi, mi vedono poco e sono felici di aiutarmi», racconta Gabriele, ormai avvezzo all’entusiasmo che i suoi genitori mettono in imprese che li portano a rimboccarsi le maniche tra Cuneo e Minorca. Un sostegno che, ammette, gli ha permesso di rischiare senza avere davvero una rete di sicurezza economica: «Non ho mai avuto uno stipendio fisso e loro mi hanno sempre aiutato. Ho avuto la possibilità di studiare, lavorare, ricevere sostegno quando ne ho avuto bisogno».

Interni del ristorante Da Costa, ristorante italiano al numero 295 del Moll de Llevant, Porto di Mahón

Da Costa, un modello diverso dal tipico ristorante italiano

La filosofia di Da Costa è chiara fin dal sottotitolo: “el placer de compartir“, il piacere di condividere. Ovvero, non rincorrere le stelle ma costruire e condividere esperienze. «Da noi non trovi la pasta amatriciana o la carbonara, trovi l’italianità: la nostra capacità di trasformare gli ingredienti in piatti», spiega Gabriele.

Dodo Abruzzese chef del Da Costa, Minorca

In cucina, lo chef Dodo Abruzzese guida una squadra di quattro persone, affiancata da tre in sala. Come antipasti ho assaggiato la bresaola di vitello (ternera) con parfait di patate – anche la bresaola la fanno loro -, e flan di pecorino su melone caramellato al forno: strepitosi! Trai primi, gnocchi con vongole e bottarga, ravioli del plin ripieni di gallina e riduzione di arrosto, tagliatelle al coniglio alla cacciatora, spaghettone all’astice

Trai piatti di pasta, gnocchi con vongole e bottarga; spaghettone all'astice

Ottimi, abbondanti e il mio consiglio è condividete due antipasti, poi tre, quattro primi e lasciate un po’ di spazio per un dessert. Come cheesecake con coulis di ciliegie o lampani, panna cotta aromatizzata al basilico, tiramisù… Tutto, tranne il gelato, nasce nelle cucine del ristorante.

panna cotta aromatizzata al basilico: ristorante Da Costa Minorca

L’approdo a Minorca e la scelta del Porto di Mahón

Gabriele perché hai scelto Minorca?

«Credo molto in quest’isola, i minorchini hanno il cuore aperto. È perfetta per questo progetto perché è un’isola a misura di famiglia dove possiamo lavorare sulla qualità».

Cosa significa per te “italianità in cucina”?

«È la nostra capacità di trasformazione. La cucina italiana è patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco dal 2023 e va rispettata, portando qualità vera, ingredienti autentici, capacità di elaborazione e abbinamento».

Due antipasti del ristorante Da Costa: e flan di pecorino su melone caramellato al forno e vitello tonnato con parfait di patate

Che rapporto hai con il porto di Mahón e come sta andando questa prima stagione?

«Ho ottimi rapporti con le altre attività commerciali. Sono andato a conoscere i proprietari, a comprare nei negozi. Con Da Costa propongo un’idea diversa di ristorazione che va al di là degli stereotipi cui sono abituati i turisti. Noi portiamo qualità, materie prime, esperienza e creatività. E sono contento perché i clienti tornano. Lavoriamo molto con barche e yacht offrendo il servizio di “take away”, da asporto. So che la strada è ancora lunga ma “a poc a poc”, come si dice a Minorca!». 

Da Costa, il piacere di condividere anche tutto l’anno

Due dolci - cheesecake con coulis di ciliegie e tiramisù - del Ristorante Da Costa a Mahón

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Vorrei tenere aperto tutto l’anno e dall’inverno offrire anche il servizio pizzeria. Nel 2027, poi, vorrei lanciare l’Accademia, un progetto di formazione per 10 ristoratori e chef, scelti tra chi è appassionato di cultura e tradizioni italiane in cucina. L’idea è offrire tre settimane tutto incluso a Cuneo e nelle Langhe – vitto, alloggio, know how -, e poi questa esperienza e il modello Da Costa possono essere replicati nel proprio ristorante. Sto mettendo a punto i dettagli ma chi fosse interessato, può contattarmi alla mail gabriele@costamagna.group. E i candidati spagnoli sono benvenuti!».

Alla fine, penso, è un’idea semplice: il cibo fatto a mano, ogni mattina, in un laboratorio che pochi altri locali del porto possono vantare. Dove nascono ogni giorno anche pane, focaccia e panzerotti che accompagnano la bresaola. Credo che la semplicità sia sempre vincente. Di certo, non serve altro perché Da Costa si faccia notare a Mahón e a Minorca.

Ristorante Da Costa, porto di Mahón: il ristorante italiano dove la pasta si fa in casa