Perché amiamo andare da Chiqui e al Cristanal y Gradinata, bar di quartiere a Mahón? Per i manolitos e non solo!
C’è un tipo di locale che non si progetta. Nasce da un negozio di cristalleria che non c’è più. Da una parola italiana rubata alle tribune degli stadi. Da quattro proprietari che si sono passati il testimone senza saperlo. Infine, da chi il primo ottobre di 35 anni fa ha deciso che quello, e non altro, sarebbe stato il suo posto. Cristanal y Gradinata, a Mahón, è esattamente questo: un mix che nessuno potrebbe replicare. Anche se in molti ci hanno provato.

Chiqui – diminutivo di Francisco, Francisco Terres Ruiz -, è minorchino al cento per cento ma la sua storia comincia altrove. I nonni, con la guerra civile, dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti, a New York. Lì nacque sua madre, che tornò a Minorca solo alla fine della guerra. Suo nonno, nel frattempo, aveva ottenuto una cattedra di spagnolo all’Università di Brooklyn. È un dettaglio che mi colpisce ogni volta che lo racconto: dietro un bar di quartiere a Mahón, con i suoi tavoli in legno e i divani in velluto, c’è un pezzo di storia che attraversa un oceano e torna indietro.
Cristanal y Gradinata, un bistrot con carattere

Chiqui è nato a Minorca. Ha sempre lavorato nella ristorazione fino a quando, il 1° ottobre 1991 è arrivato al numero 1 di Carrer Isabel II. Cristanal y Gradinata esisteva già dal 1980, era passato per quattro gestioni diverse e aveva sempre avuto un suo carisma. Nel 2002 Chiqui lo ha ampliato, restando fedele a un’estetica un po’ francese, da bistrot parigino: i tavoli sono un’esclusiva del locale, disegnati apposta, così come i divani in velluto bordeaux. Alle pareti, le collezioni si sono accumulate negli anni senza una vera regia: bottiglie di birra, radio d’epoca, cappelli di ogni nazionalità… Raccontano, più di qualsiasi arredo scelto a tavolino, cosa ha lasciato chi è passato di qui.
Il panino, perché non ha classe sociale

Poi ci sono i “manolitos”, ovvero panini che stanno in una mano. Un’invenzione di Chiqui, quasi 80 varianti diverse di panini caldi, di forma rotonda e allungata. Nati da un’idea semplice: il panino non ha classe sociale. Li comprava da Carlos, il panettiere vicino, e ha continuato a chiamarli così, manolitos o bocadillos. Sono farciti con una infinita varietà di ingredienti e salse: melanzane, pollo con bacon, il classico con würstel, sobrasada e formaggio di Mahón, salsiccia, zucchine, gamberetti, tonno… La lista cambia ma non la qualità.
Cristanal y Gradinata non è un ristorante, è un bar. Un bistrot dove fermarsi per bere una birra o un bicchiere di vino mangiando uno, due, tre panini e un dolce. Anche i dolci sono casalinghi: torta di limone con meringa, torta di formaggio stile basco (più alta e voluminosa), torta ai tre cioccolati e “banoffee”, torta inglese composta da una farcitura di banane, panna e toffee sopra una base di biscotto al burro. Cambiano, non sempre sono gli stessi. Il resto è vino – un’ottantina di etichette tra bianchi, rosati, rossi e spumanti -, e birra, otto o dieci tipi, soprattutto nazionali e artigianali come la Grahame Pearce di Sant Climent.
Il bar amato da star internazionali come Norman Foster

Da Chiqui andiamo tutto l’anno. È un locale frequentato più da persone che vivono a Minorca che dai turisti. «In estate arrivano anche clienti facoltosi, felicissimi di mangiare due semplici panini: è forse la miglior conferma che la formula funziona. Perciò non ho mai avuto motivo di cambiarla», spiega Chiqui.

In tanti hanno tentato di replicare e copiare la formula, offerta gastronomica, posizione, decorazione. Ma qui è tutto mescolato insieme – offerta, gente, atmosfera -, e per questo non è replicabile.
C’è un’espressione che Chiqui usa per descrivere il suo modo di stare al mondo: “No ensenar la oreja“, non mostrare l’orecchio, essere discreti. È lo stesso pudore con cui racconta, quasi di sfuggita, che qualche anno fa è passato il grande architetto Norman Foster e ha fotografato il locale perché lo ha trovato originale. O che ai tavoli di Cristanal y Gradinata si sono sedute Monica Bellucci e altre star. Nessuna foto esposta, nessun trofeo da mostrare: solo la soddisfazione di sapere che è successo.
Moglie francese, due figli, un anno alla pensione…
Ama il jazz, ha ancora una collezione di CD che ormai non usa più perché c’è Spotify, dice, con un mezzo sorriso che è anche un piccolo rimpianto. E poi c’è Sophie, sua moglie, francese, una dei primi francesi a arrivare a Minorca. A ottobre festeggiano 40 anni di matrimonio.
Chiedo a Chiqui qual è la sua maggiore soddisfazione. Risponde senza pensarci: «Che il cliente se ne vada contento. Non alzare i prezzi, restare fedele all’idea che una persona possa tornare, più volte, senza sentirsi fuori posto». È una filosofia semplice, quasi senza tempo.
Alla domanda quale sarà il futuro del locale, dice: «Ufficialmente mi manca un anno alla pensione. Non so davvero cosa farò. Sono stanco, voglio vivere, essere libero. Mi piace leggere, andare al cinema e ai concerti, viaggiare. Xec, mio figlio, lavora già qui, ha 30 anni. Mia figlia ne ha 22. Vediamo!».
Cristanal y Gradinata è chiuso la domenica e il lunedì, tranne in luglio e agosto, quando è chiuso solo la domenica. Apre a pranzo (dalle 12 alle 15.30) e la sera dalle 19 alle 23, da martedì a sabato. Si può affittare anche per feste private, minimo 50 persone, prenotando con largo anticipo.







