Dal 1954, al 25 di Carrer del Carmen, a Mahón, per materassi e biancheria della casa Minorca va da Cas Matalasser
Dove comprare asciugamani di qualità, materassi, cuscini e letti semplici in legno chiaro? Da Cas Matalasser, mi rispondono appena arrivata a Minorca: è il negozio prediletto dei minorchini! Così, scopro che a Mahón c’è una bottega impossibile da trovare a Milano. Dove se ci entri per comprare un cuscino, rischi di uscire con la storia di un intero quartiere. È Cas Matalasser e dal 1954 si trova al numero 25 di Carrer del Carmen. Dal 2001 lo gestiscono Nando Pons Olivé e Cristina Serra Colomar, sua moglie. Vendono materassi, biancheria per la casa e frammenti di identità menorchina che altrove è già sparita.
Nando Pons, cinquant’anni e il sogno del jaleo

Partiamo dai numeri perché a Cas Matalasser i numeri contano quanto le molle insacchettate. Nando ha appena compiuto 50 anni e per festeggiarli ha deciso di realizzare un sogno caldeggiato da tempo: salire a cavallo e fare il suo primo “jaleo” alle feste di Mahón. Per il resto, è uno che sta bene “giù”: gioca a pallone, percorre il Camí de Cavalls in mountain bike e, appena può fa crossfit, come se gestire un negozio aperto tutto l’anno non bastasse a tenerlo in forma.
Cristina è la persona cui piace fare le cose bene. E si nota perché parla di sé come di “una buona amica”, ottima cuoca e, soprattutto, una che con Nando forma «una coppia affiatata, tanto fuori come dentro al negozio».
Da Cambridge a Mahón, passando per l’amore
Sono marito e moglie dal 2004 ma la storia comincia prima e lontano dal Mediterraneo. Si conoscono a Cambridge, lui di Minorca, lei di Ibiza. Cristina arriva sull’isola di Nando nel 2000. Non per il negozio, dice, ma perché voleva viaggiare e imparare le lingue. Ma l’amore ha la meglio. Inizia a lavorare con lui, rimane incinta, e a quel punto la scelta è automatica: in negozio, accanto a lui. Diventano genitori di Claudia e Judith, classe 2006 e 2008, che oggi studiano architettura e interior design a Madrid. E sono una speranza, dice Nando: «Magari un giorno reinventeranno loro Cas Matalasser, come abbiamo già fatto noi».
Tre generazioni di materassai artigiani

Perché qui di reinvenzioni ce n’è già stata una ed è quella che rende questa storia più interessante di un semplice “negozio di famiglia da tre generazioni“. Nando ha iniziato a lavorarci a 16 anni e lo gestisce in prima persona dal 2001. Ma il mestiere viene da più lontano: dai nonni, Margarita e Antonio, e dai genitori, Margarita e Jacinto, colchoneros, materassai artigiani nel senso più antico del termine, quelli che il materasso fatto di lana lo cucivano a mano, non lo sceglievano da un catalogo.
Nando è l’unico di quattro fratelli che ha deciso di continuare. I suoi genitori gli hanno trasmesso valori concreti come che le cose si ottengono con impegno e dedizione, e se non vengono bene al primo tentativo, si riprova. Se non avesse continuato lui, il negozio avrebbe chiuso. Per i suoi genitori, racconta, è stato “bellissimo” vedere che qualcuno portava avanti il lavoro con passione. Non è un dettaglio da poco: è la differenza tra raccontare una storia di famiglia e viverla insieme a chi l’ha iniziata.
Il Carme, il quartiere di Mahón che non c’è più
Dal punto di vista tecnico, Cas Matalasser è passato attraverso ogni epoca del sonno moderno: dalla lana alle molle insaccate fino al viscoelastico, restando un punto di riferimento che si è evoluto con tutti i materiali possibili.
Ma la parte affascinante, per chi come me colleziona storie di quartieri che cambiano pelle, è quella sul Carme, il rione dove tutto è cominciato. Era pieno di commercianti – panetterie, negozi di alimentari, tappezzieri, sarti, latterie -, e uno dopo l’altro sono scomparsi. Ogni bottega era una famiglia che, per ragioni economiche o personali, non ce l’ha fatta a continuare. Oggi di negozi ne restano tre o quattro, i cosiddetti “tanques del Carme“, come se fossero orti urbani sopravvissuti per caso. Un tempo lì vivevano i pescatori e c’era perfino una fabbrica di bigiotteria. Al suo posto, oggi, c’è un parcheggio. È il ritratto di un pezzo di Mahón che non tutti conoscono e che Cas Matalasser porta avanti quasi per contrappasso resistendo dove tutto intorno si è arreso.
Nando e Cristina: chi fa cosa e dove si cercano le novità
La divisione dei compiti in negozio è chiara e, in un certo senso, poco romantica: Cristina è l’anima amministrativa e cura la parte commerciale. Nando prende le misure, fa le consegne e serve i clienti. Le novità le trovano alle fiere di Madrid, tra i rappresentanti delle fabbriche, sfogliando riviste di tendenza come El Mueble o Decoración, oltre che sul web.

In negozio lavorano loro due più altre due persone e la vera particolarità è che non chiudono mai, nemmeno in inverno, nemmeno quando tutto intorno rallenta. I genitori di Nando non hanno mai chiuso e loro hanno ereditato anche questo: al massimo due o tre giorni di pausa, non di più. Il segreto, se di segreto si può parlare, è semplice da dire e complicato da mantenere ogni giorno: buon servizio, uno stock per le emergenze, qualità e prezzo giusto.
Non vendono “una cosa qualsiasi”: costruiscono una clientela che torna, racconta di aver comprato altrove e ritorna da loro perché vuole qualità e servizio. La vendita online, per loro, è più che altro un catalogo. Nando e Cristina preferiscono che le persone vadano di persona perché, dicono, un materasso va provato prima di comprarlo. Ha senso: non è un maglione, è qualcosa dove passerai un bel pezzo della tua vita.
Cosa comprano i minorchini, cosa scoprono gli stranieri
I prodotti più richiesti sono materassi, tende, cuscini e basi in legno per i letti. E qui arriva forse l’osservazione più curiosa: mentre i minorchini sono ormai abituati al loro standard e lo danno quasi per scontato, sono gli stranieri e residenti come me a apprezzarli davvero. Perché da Cas Matalasser si può arredare un’intera casa e ricevere consigli su tutto, dai professionisti giusti con cui confrontarsi fino agli elettrodomestici. Un negozio di materassi che finisce per fare da bussola per chi arriva da fuori e deve orientarsi in un’isola che ha le sue regole, i suoi tempi, i suoi artigiani di fiducia da scoprire uno a uno.
Quello che a Nando piace di più del proprio lavoro è questo: avere fatto bene le cose, ricevere ringraziamenti, soprattutto sapere che i consigli dati sono serviti. Vicinanza e buoni consigli, dice, come se fosse la formula più semplice del mondo. Forse lo è davvero, solo che a Cas Matalasser hanno avuto la pazienza – e la testardaggine di famiglia -, di applicarla dal 1954 senza mai chiudere bottega.







