Carlos Coll Pons, presidente del GOB ci parla di ecologismo responsabile a Minorca

di Gloria Vanni

Quando il caso diventa necessità.

Il mio incontro con Carlos Coll Pons avviene infatti casualmente, nel momento in cui sento il bisogno di approfondire alcuni perché della mia scelta di vivere a Minorca. Natura, clima, mare, qualità di vita, sostenibilità, ambiente protetto sono gli elementi che me l’hanno fatta amare al primo sguardo. Il mio amore è cresciuto. Poi arriva il momento che vuoi altre conferme e risposte.

Com’è riuscita, per esempio, Minorca a proteggere il 60% del suo territorio? Cosa vuol dire essere Riserva della Biosfera Unesco?

Silverio, amico italiano innamorato di Minorca, mi presenta Carlos Coll Pons. Da gennaio 2018 è presidente del GOB, la ONG apolitica di ecologismo responsabile attiva a Minorca da 41 anni. Di quest’associazione tanti conoscono (solo) il carattere battagliero e quasi “bastian contrario”. Il punto di partenza di questa intervista è proprio conoscere gli aspetti meno noti del GOB. Carlos mi dà la sensazione di essere una persona che sa prendersi sul serio il giusto. Ci incontriamo un sabato nell’antica fattoria di famiglia e chiacchieriamo sotto lo sguardo attento di sua moglie Deborah Hellyer, per 23 anni Console Onorario Britannico.

Carlos Coll Pons, presidente del GOB

Procediamo con ordine. Carlos perché il GOB ha un’immagine piuttosto stridente e rivendicativa?

«I media hanno bisogno di titoli che catturino l’attenzione e così spesso del GOB appare solo l’immagine integralista. Il GOB in realtà è una proposta globale di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, senza eccessi. Organizza oltre 100 attività l’anno, come la “Custodia Agraria”, progetto di conservazione ambientale attraverso una gestione agraria responsabile. Il progetto “Filtri Verdi” per risolvere il problema della contaminazione dell’acqua. Il “Centro di Recupero della Fauna Silvestre” a Lithica. E ancora il vivaio di piante autoctone, escursioni, seminari, educazione ambientale nelle scuole. Tutte attività con la finalità di proteggere l’ambiente e sostenute da volontari».

Mi spieghi meglio il progetto “Custodia Agraria”?

«Il mosaico territoriale minorchino è la base del nostro essere Riserva della Biosfera Unesco dal 1993. Il mantenimento agrario responsabile è vitale per molte specie mediterranee. Il progetto “Custodia Agraria” nasce per combattere l’abbandono dei campi e l’eccessivo sfruttamento della terra. Entrambi porterebbero alla perdita di biodiversità. Facciamo accordi con le fattorie affinché scelgano attività sostenibili. Al momento abbiamo 24 “fattorie in custodia”, alcune molto piccole. Noi offriamo conoscenze professionali e le fattorie s’impegnano a seguire protocolli sostenibili e a essere “agronaturali“.

C’è chi coltiva il grano più antico di Minorca; chi alleva la mucca rossa, razza autoctona di Minorca molto forte anche se produce meno latte di quella bianca e nera, la Frisona; chi coltiva varietà agricole locali in via di estinzione e chi produce formaggi antichi. Prodotti e specialità in vendita poi a Mahon, al mercato agricolo Agromaó (ogni domenica, dalle 10 alle 14, in Calle de S’Arravaleta e Carrer Nou) e al negozio del Claustro del Carme, aperto da lunedì a sabato dalle 10 alle 13,30 e gestito da volontari».

Oltre 1.340 soci e circa 400 volontari: questi i numeri del GOB a dicembre 2017. Per essere volontari, è necessario parlare catalano/minorchino e c’è un obbligo di presenza?

«Abbiamo volontari spagnoli, inglesi, francesi, italiani e non ci sono obblighi di lingua e orari. Ognuno è libero di fare secondo le proprie possibilità, chiedendosi cosa può fare per l’isola. Essere Riserva della Biosfera Unesco non è solo un titolo: è una responsabilità. Dobbiamo continuare a lavorare sulla sostenibilità e combinare il progresso con conservazione e rispetto dell’ambiente. Per farlo il GOB ha bisogno di tutti, soci e volontari. Per altro, la quota annuale sociale può essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi per il 75% dell’importo: 60 euro, per esempio, è in realtà un costo di 15 euro».

Carlos Caoll Pons e sua moglie Deborah Hellyer Foto Gloria Vanni

Cos’è il Centro di Recupero della Fauna Silvestre di Lithica, alle porte di Ciutadella?

«È un ospedale per animali. Dal 1998 diamo asilo alla fauna selvaggia ferita. Abbiamo assistito oltre 14mila esemplari tra gufi, tartarughe, falchi, ricci, uccelli rapaci… Il centro è gestito dai volontari europei, giovani del “programma Erasmus Plus” che stanno con noi un anno. In inverno organizziamo programmi di educazione ambientale nelle scuole. In estate, da luglio a settembre, è aperto al pubblico. Nel periodo della riproduzione, a giugno, organizziamo la campagna di adozione degli uccellini che cadono dai nidi. A fine luglio, sul Monte Toro c’è la liberazione degli esemplari ormai adulti: è una festa bellissima, un omaggio ai volontari. È possibile adottare un metro quadrato del centro e contribuire al suo mantenimento: bastano 50 euro l’anno».

Raccontami del vivaio di piante ideato dal GOB.

«È vicino all’aeroporto (dietro al Mestral della Caritas), e aperto al pubblico venerdì e sabato, dalle 10 alle 13.30. L’obiettivo del vivaio del GOB è potenziare il giardinaggio rispettoso dell’ambiente e facile da mantenere. Raccoglie alberi da frutta delle varietà locali di Minorca, piante aromatiche per la cucina, piante acquatiche per i sistemi di depurazione dell’acqua, terra certificata ecologica e un’ampia gamma di prodotti fitosanitari biologici a base di estratti vegetali, minerali e animali, per prendersi cura del proprio orto e giardino in modo naturale. Offre anche servizi di progettazione e realizzazione di giardini sostenibili con bassi costi di manutenzione, riconversione dei giardini tradizionali e molto altro. Anche il vivaio è gestito dai volontari».

Qual è la posizione del GOB a proposito della centrale termica di Endesa nel porto di Mahon?

«Acqua ed energia sono i due temi principali del nostro lavoro nel 2018. Vorremmo che un giorno l’energia a Minorca fosse al 100% rinnovabile. Il nostro obiettivo è sostituire il gasolio con il gas naturale prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. Al momento la centrale termica di Endesa è la nostra unica fonte di energia, purtroppo, dato che provoca il 60% delle emissioni di CO2».

Ultima domanda, Carlos: il GOB è per il “meno turismo” a Minorca?

«No, il GOB è per “un altro turismo”. È per promuovere l’isola non solo per mare, sole e spiagge in estate. Minorca vive anche il resto dell’anno e vogliamo divulgare e condividere altri progetti. Progetti di economia circolare legati a sostenibilità, protezione dell’agricoltura diversificata. Progetti che hanno bisogno dell’aiuto di privati e volontari che sono mente, anima, braccia e gambe del GOB».

Alla fine della nostra intervista sono già socia e volontaria e di una cosa sono certa: il GOB è soprattutto quello che non si vede. Gli aspetti meno noti sono la sua essenza. Il GOB sono i volontari di ogni età impegnati a tagliare, raccogliere, disboscare i campi attorno a una fattoria che ho incontrato una domenica mattina. Sono quei pionieri che difendono il qualcosa che rende speciale Minorca come nessun altro luogo del Mediterraneo. Persone convinte (come me) che il meno è più, che il meno è sexy !

Chi è Carlos Coll Pons

Nato a San Lluis (1950), inizia a lavorare a 13 anni in un negozio di commestibili. A 17 anni apre il suo primo negozio di alimentari a Es Castell e a 21, in società con uno spagnolo e un inglese, apre il primo supermercato a Mahon. Ha 30 anni quando va a lavorare in banca e sarà bancario fino alla pensione. È volontario da quando è bambino: chierichetto in chiesa, poi presidente della Croce Rossa Spagnola per 20 anni e nel GOB come responsabile dei volontari prima di accettare la carica di presidente. Auguri, presidente!