Da Boba’s, al numero 4 del Puente de l’Àngel, a Mahón: il regno delle espadrillas personalizzate da Lorenç Pons
C’è un negozio a Mahón dove il tempo si misura in metri di tessuto e in paia di mani che sanno ancora cucire e dipingere. Ci sono entrata una mattina e ne sono uscita con la sensazione di aver toccato con mano qualcosa destinato a scomparire e che, per fortuna, per ora, resiste ancora. Si tratta Boba’s, al numero 4 del Puente de l’Àngel, passaggio dedicato a J.B. Sitges, storico, direttore di giornali e alto funzionario spagnolo.

È il negozio di Lorenç Pons, nato a Sant Lluís. Fino ai vent’anni, il suo mondo era una sartoria di Mahón, dove lavorava tagliando e cucendo mentre studiava la sera. Poi, negli anni Settanta, prende la decisione che gli ha cambiato la vita: partire per Barcellona.
Lorenç Pons, da Sant Lluís a Barcellona
«Credo che una delle cose più interessanti della mia vita sia stata quella di andarmene da Sant Lluís più di cinquant’anni fa senza sapere se ci fosse davvero una scuola», racconta, e nella sua voce si percepiscono ancora tracce di quella bella incoscienza di chi, a vent’anni, si affida al proprio istinto. Trova la scuola – Arti e Tecniche della Moda -, in una città che ha amato «alla follia», sia a livello professionale che personale.
Barcellona gli ha dato tutto. Da studente è diventato docente di design di moda e tessuti, incarico che ha ricoperto per decenni. Non gli interessava far emergere il lato commerciale dei suoi studenti, bensì quello creativo: creare con volumi, tessuti e colori. Lorenç ha imparato molto da Margarita Nuez Farnós, conosciuta da tutti come Margarita Nuez, la stilista che vestiva la regina Sofia e l’alta borghesia catalana. È entrato nel suo atelier come collaboratore e ha disegnato una linea più informale, pensata per un pubblico giovane. Il suo punto di riferimento degli anni Ottanta? Giorgio Armani, mi confida senza esitare.
Il ritorno a Minorca: la decisione di una vita

Poi, la vita bussa alla sua porta come fa sempre, chiedendogli di scegliere. Sua madre era ammalata e Lorenç decise di tornare a Minorca per starle accanto. Si prese cura di lei personalmente per molto tempo e, quando lei morì, nel 2012, dovette affrontare la realtà: aveva 60 anni e un garage a Sant Lluís. In quello spazio che gli riportava alla mente ricordi di famiglia nasce l’idea di creare Boba’s, cui segue l’apertura del negozio a Mahón.
Tessuti, colori, fatto a mano: il mondo di Boba’s

Il nome non è nato per caso. O forse sì, ma è uno di quei nomi che sembrano essere già scritti prima ancora di essere pensati. Da giovane, in un campeggio sulla spiaggia di Son Bou, Lorenç vide arrivare una tartaruga marina, una Caretta caretta, chiamata in spagnolo «boba». Anni dopo, mentre cercava un nome per il suo marchio, quel ricordo riaffiorò.
Oggi, Boba’s vende espadrillas (espardenyes in menorchino), realizzate con materiali al 100% naturali, prodotte a Minorca per raggiungere il mondo intero. Lorenç compie tre viaggi all’anno a Barcellona, Madrid e Londra, alla ricerca di tessuti in negozi come il leggendario Liberty di Londra. Acquista pochi metri alla volta, quanto basta per dieci paia di espadrillas, la cosiddetta parte «premium» della produzione, quella che si vende meno ma è la più apprezzata.

I pezzi unici: quando l’arte si unisce alla memoria
Ecco quindi le espadrillas del Nord, più giovanili, con il filo rosso sulla suola; la linea classica sbiadita in 12-13 colori. E poi, le a righe per lui e, per lei, oltre alle versioni con un tacco leggero, ci sono quelle all’uncinetto, realizzate a mano con l’aiuto di alcune donne dell’isola che preparano le basi. Lui poi le cuce, tutto è fatto a mano, con le sue imperfezioni. È la linea di cui oggi va più fiero.

Le mani che cuciono la memoria di Minorca
Da Boba’s troverai anche camicie bianche dipinte, cappelli rustici, come quelli dei contadini, e cappelli sofisticati per matrimoni. Alcuni cappelli vengono personalizzati da Lorenç con colori acrilici, ispirandosi allo stile di Sonia Delaunay. E poi ci sono i pezzi che non si ripetono mai due volte. Come la borsa decorata con bandiere nautiche di segnalazione, una delle quali proviene da una barca a vela affondata vent’anni fa e mai reclamata. L’ha creata affinché lo spirito di quella barca, la Federittsa, continuasse a navigare nel Mediterraneo.

Boba’s è aperto da lunedì a sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 17 alle 20, sabato solo la mattina, come la maggior parte dei negozi a Mahón. E se vi capita di entrare e non trovare nessuno, fate un salto al bar alla fine della strada perché a volte Lorenç è li a bere qualcosa con gli amici di una vita.
Storie di persone che amano le cose fatte bene
Saluto Lorenç e ho la sensazione, ormai familiare a chi vive da tempo a Minorca, che quest’isola sia piena di storie. Storie che si intrecciano da sole, punto dopo punto. Storie di persone che adorano le cose fatte a mano, con cura e senza fretta. Sono profondamente innamorata di queste persone e di queste storie. Conoscerle e raccontarle mi fa sentire utile. Sento di contribuire a mantenere vivo un patrimonio umano e professionale unico. Per me è un insieme di sensazioni davvero speciali. Grazie, Minorca!






