Baixamar, Baixavan, Sa Factoria di Raquel e Joan, una storia di ristorazione iniziata nel 2012
Ci sono storie che non nascono a tavolino. Nascono lavorando, reinventandosi, sbagliando e ricominciando senza mai risparmiarsi. Quella di Raquel e Joan è così. Si conoscono nel 2009. Lei è catalana, lui minorchino. Quando Raquel arriva a Minorca, qualcosa si mette in moto e nel 2012 prendono in gestione il Cafè Baixamar. Entrambi venivano dalla ristorazione e avevano le idee chiare: nessuno dei due voleva l’ennesimo bar qualunque.

Baixamar, un bar con un’anima sul porto di Mahón
«Quando ho visto il Baixamar ho detto: è questo», racconta Raquel. Aveva un’anima. Uno spirito tutto suo. E quell’anima l’hanno custodita per oltre undici anni. Nato nell’Ottocento, affacciato sul Moll de Ponent del porto di Mahón, con le pareti di legno scuro e un’atmosfera che racconta il tempo, il Baixamar era — ed è ancora — un locale che funziona. Uno di quei posti aperti tutto l’anno dove i clienti diventano amici e il team diventa famiglia. All’inizio Raquel e Joan organizzavano concerti e attività culturali; le giornate duravano dalle 9 del mattino a mezzanotte, con un solo giorno di riposo. Non era un bar. Era una casa. E non erano ancora genitori.
Baixavan, il food truck azzurro cielo in giro per Minorca
Nel 2017 nasce quasi per gioco un’altra idea. Insieme a un’amica, Raquel lancia Baixavan, il food truck azzurro che porta bontà gastronomiche in giro per Minorca. Il successo è immediato. Nel 2019 si fermano per un anno — Raquel aspetta il secondo figlio, l’amica non può continuare —, lei rileva la sua parte e resta sola al timone. Ed è proprio lì che arriva il Covid. Estate 2020: si riparte, controvento. Nel frattempo Joan avvia un’attività di charter. Ma le giornate non bastano più. Quando avevano cominciato non c’erano figli; ora sì, due. E il Baixamar, con la sua cucina piccola, non riesce più a reggere anche il catering del food truck: matrimoni, compleanni, feste. Serve spazio per produrre. Lo cercano. Lo trovano appena fuori dal centro storico di Mahón: un locale chiuso da tempo, con tanto spazio, una grande cucina, il parcheggio per il furgone. Si guardano e si dicono, con quella leggerezza tutta loro: «Ja que hi som… Già che ci siamo, apriamo un ristorante!».
Sa Factoria, da spazio per catering a panineria

Così nel 2022 nasce Sa Factoria. L’idea iniziale — “cibo per viaggiatori” — era bella ma difficile da capire. La gente entrava cercando la cucina del Baixamar e trovava qualcosa di diverso. Allora, passo dopo passo, aggiustano il tiro. Oggi Sa Factoria è panini fatti bene, focacce, tapas gourmet. Più diretto. Più loro. A giugno 2023 cedono la licenza del Baixamar. Una decisione importante, ma presa con serenità: Sa Factoria camminava già con le sue gambe da un anno. Nel frattempo Joan lascia il noleggio barche e, nell’inverno 2024, iniziano a lavorare insieme al ristorante. Provano con il menù di mezzogiorno — funziona, ma senza un grande ricambio di clienti si rischia di buttare troppo cibo. E a loro non piace sprecare. Si riorganizzano ancora. Estate: solo Baixavan. Inverno: Sa Factoria. E poi eventi privati, pranzi aziendali, cene su misura. Il catering cresce — per due anni sono stati fornitori ufficiali di Estrella Damm, giornate intense, tantissima adrenalina.
Il ritorno alle origini con panini e tapas gourmet

A febbraio si fanno una domanda semplice: ha senso continuare a chiudere e riaprire seguendo le stagioni? Joan sente il richiamo delle origini: «Torniamo al “bocata”. Al panino buono, fatto con cura». E così il cerchio si chiude. Oggi Sa Factoria è aperto da giovedì a domenica, dalle 19.30 alle 23 (fino a metà maggio). È partito anche il servizio delivery. E in parallelo si pianificano gli eventi estivi del Baixavan.«Stanno tornando i clienti del Baixamar», dice Raquel. «È uno sforzo enorme, personale prima ancora che professionale. Ma se nei prossimi quattro anni il progetto regge, vogliamo tenerlo aperto tutto l’anno». Baixavan riparte a marzo. È il catering delle feste minorchine più autentiche: il 90% dei matrimoni è di gente dell’isola. Con il furgone azzurro l’atmosfera è sempre quella: festa, contatto diretto, niente rigidità.
Cucina casalinga e sapori genuini a pranzo e cena

Sa Factoria è cucina casalinga, trattamento informale, qualcosa di genuino. Di giorno ospita eventi privati e pranzi aziendali; la sera diventa “bocatería”. Il menu è essenziale e vivo: sei panini, quattro focacce, sei tapas e qualche proposta fuori carta. Tre dessert — torta di formaggio fatta in casa, brownie al cioccolato e la loro Banoffe, biscotti, banana, dolce di latte e una nuvola di panna — che è una bomba. Una bomba felice. «Quindici anni fa abbiamo iniziato con panini e tapas. Ora torniamo lì. È l’idea che ci fa stare meglio», dicono all’unisono. E poi c’è la vita vera: due figli ancora piccoli, Pol e Aleix, e giornate che non finiscono mai.
Quando chiedo a Raquel cosa le piace di più, non parla di numeri. Risponde: «Stare a contatto con il pubblico. Con il Baixavan è il massimo — facciamo cose diverse, ed è sempre festa». Raquel e Joan sono imprenditori che lavorano davvero tanto. Ma prima ancora sono due persone che hanno scelto di costruire un lavoro che assomiglia alla loro vita. Hanno cambiato rotta più volte, si sono adattati, hanno rischiato. Non per inseguire una moda, ma per restare fedeli a quello che amano davvero: cucinare, accogliere, stare in mezzo alla gente, creare momenti di festa. A Minorca non hanno solo aperto dei locali. Hanno costruito luoghi dove sentirsi a casa. E forse è proprio questa la loro impresa più grande.






