Trasferirsi a Minorca con la famiglia

di Gloria Vanni

 

Nome: Morgan

Cognome: Fazio

Professione prima di venire a Minorca: impiegato

Professione a Minorca: cameriere e insegnante di danze popolari

danze a minorca

Morgan ha un cognome noto, Fazio, e una semplicità inusuale: la seconda mi affascina più del primo perché mi appartiene. È una naturalezza che ti obbliga a vedere le cose come stanno e ti invita a fare. Ti chiede di cambiare per sognare un futuro migliore.

Morgan e Beatrice, disegnatrice grafica, hanno due figli, Amos e Enea. Vivono a Besana in Brianza e nel 2017 sentono di avere poche prospettive in Italia, per loro e per i bimbi. Da questa constatazione nasce la voglia di andarsene. Morgan ha un fratello più grande che ha uno spirito viaggiatore. Si chiama Eros, ha lavorato a Barcellona, poi si è trasferito a Minorca. Due vacanze sull’isola confermano che la più riservata delle Baleari potrebbe essere un luogo dove avere una migliore qualità di vita. «Siamo tornati a casa e abbiamo deciso: si fa, andiamo!», ricorda Morgan.

Iniziano i preparativi. Morgan si licenzia – addio posto fisso con tutte le sue sicurezze! -, Beatrice lavora a casa con il telelavoro e mantiene il suo stipendio. Amos nel 2018 dovrebbe andare in sesta: «L’inglese che ha studiato in quinta in Italia ha lo stesso livello di quello fatto in terza ad Alaior», precisa Morgan Fazio che a maggio inizia il suo secondo anno di lavoro come cameriere al ristorante pizzeria Alessandro’s a Son Bou, aperto 7 giorni su 7 da mezzogiorno alle 24.

Ti sei licenziato, sei venuto a Minorca e perché avete scelto Alaior?

«Abbiamo messo insieme i risparmi e, un po’ all’avventura, sono arrivato a marzo 2018 con una promessa di lavoro a Son Bou. Ho iniziato a sistemare la casa con piccoli lavori di ristrutturazione, una vecchia casa di paese ad Alaior e ho iniziato a lavorare a maggio: mi sono reinventato cameriere! Alaior ci è piaciuta subito per il suo stile di vita: è abitata da persone che salutano e sorridono. Poi ci viveva mio fratello, è vicina al lavoro, ha ottime scuole, un gruppo folkloristico di danze popolari molto attivo…».

Aspetta, Morgan, mi sto perdendo tra scuole e danze popolari di Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Italia, Grecia. Perché è queste che Morgan Fazio balla dal 1998 e insegnava in Italia. Finita la scuola, a giugno 2018 Beatrice e i ragazzi si trasferiscono a Minorca e così la famiglia è di nuovo unita.

Morgan, come funziona la scuola spagnola rispetto a quella italiana?

«La scuola in Spagna prevede 6 elementari, 4 medie, 3 liceo. I tempi sono simili. I miei figli studiano al Ceip Mestre Duran, scuola pubblica che lavora per progetto. L’altra scuola di Alaior, il Doctor Comas è più simile al sistema tradizionale italiano con libri e compiti a casa. Al Mestre Duran, invece, lavorano su progetto e per imparare il catalano, per esempio, scrivono sul blog della classe, hanno un laptop e caricano video. Creano progetti a tema con relazioni tra le varie materie e studiano inglese, musica, arte. Lo abbiamo scelto per coincidenza: c’era posto per entrambi ed è a 5 minuti a piedi da casa!».

morgan fazio

E come si stanno trovando Amos e Enea?

«Come bimbi stranieri hanno diritto a un piano d’integrazione di due anni. L’ufficio scolastico di Mahon attiva questo percorso e una coordinatrice di Ciutadella li segue passo a passo. Sapevamo di questa opportunità che troviamo ottima. Siamo seguiti dalla scuola, abbiamo incontri periodici con la maestra e con questa coordinatrice per impostare insieme il lavoro extra scolastico. I ragazzi si stanno integrando bene, giocano a basket e grazie alle loro attività stiamo creando una nuova rete di contatti e amicizie. Tutto quello che stiamo facendo è per il loro futuro. Imparare tre lingue simultaneamente è già una ricchezza, vivere al mare è un’altra.”

Morgan parla spesso di coincidenze felici, di fortuna. «Sono caduto in piedi sia per la casa sia per il lavoro perché è gente corretta: siamo stati fortunati», afferma. Credo che la fortuna, la cosiddetta “suerte”, sia attratta da coraggio, determinazione, professionalità. Un mix che appartiene a Morgan. Lo scorgo nel suo sguardo, nel suo sorriso.

Da impiegato a cameriere stagionale: ti manca qualcosa della tua vita precedente?

«Assolutamente no! Ho un contratto “fisso discontinuo“, per cui sono assunto a tempo indeterminato. Sono piaciuto e, dopo un mese di prova, sono stato felicissimo di questa proposta che mi ha permesso di rilassarmi e avere una visione diversa per l’autunno e l’inverno. Lavoro tanto 6 mesi e negli altri 6 seguo i miei figli, cammino nella natura strepitosa di Minorca e mi dedico alla mia grande passione: la danza. La gente di Minorca che lavora nel turismo vive così: con lo stipendio da aprile a ottobre e con il “paro” (una specie di indennità di disoccupazione) o altri lavoretti, in inverno. Qui il costo della vita è più basso rispetto all’Italia, quindi viviamo comunque bene e con una sola auto che si usa il meno possibile».

A me manca la nostra pasticceria e non sono golosa. Sarà questo il motivo che mi spinge a fare torte e dolci a Casa Bonita? A proposito di passioni, con Morgan entro nell’affascinante mondo delle danze folkloristiche europee e italiane. Un viaggio tra i balli popolari più famosi che dall’Europa attraversa anche l’Italia, dall’Occitania piemontese prosegue per le quattro province (Alessandria, Pavia, Genova, Piacenza), continua sugli appennini emiliani e così via fino alle Tarantelle e alle Pizziche del Salento di cui qualcosa so. Ricordo grande energia e ritmi crescenti che rapiscono. Morgan e Beatrice, per tutti Bea, ballano insieme dal 2001 e lui ha insegnato danze popolari e organizzato eventi e concerti in Italia negli ultimi sei anni, grazie all’Associazione Ethnica di cui ha fatto parte fino alla sua partenza.

La tua passione trova spazio a Minorca?

«Come allievo frequento l’Associaciò Balls de Salò Alaior (ABSA) dove seguo il corso di “sevigliane” e partecipo alle prove del gruppo folkloristico Rondalla i grup de ball di Alaior. Ho tenuto una serata di animazione con le mie danze popolari. È andata bene: una cinquantina di persone ha ballato una decina di danze in due ore. Stiamo sondando l’ipotesi di proporre un corso in futuro, un’ora la settimana con il repertorio di danze popolari più di moda in feste e concerti in Italia: è un mix di danze bretoni, irlandesi, francesi e italiane. Imparo il loro percorso e a mia volta insegno cosa c’è dietro a una danza, con una parte nozionistica sulla regione di provenienza, gli usi e un’educazione all’ascolto della musica e del proprio corpo (elementi di danza terapia). Bastano 12 persone per iniziare un corso e occorrono poche ore per ballare e divertirsi».

Cosa ti piace di Minorca?

«Se dico tutto? Il mare, la natura, la gente, il sistema scolastico, la storia, le tradizioni, le feste di Minorca».

Cosa consigli a chi vuole venire a Minorca?

«Come turista consiglio di avere la predisposizione ad apprezzare e rispettare la bellezza di Minorca e di non fermarsi al mero aspetto turistico, al binomio sole e spiagge, ma approfittare dell’offerta culturale e storica (siti talaiotici e musei). Come persona che vuole viverci, consiglio di arrivare preparati, studiando il castigliano e conoscendo quel minimo di burocrazia che ti rende più semplice la vita e di abituarsi al “poc a poc” dell’isola».

Che meraviglia il potere della musica e della danza: amo ballare sotto le stelle! La pizzica aiuta a mantenersi in forma nel corpo e nello spirito. Con la pizzica si combatte lo stress, si dimagrisce, si migliorano resistenza e coordinazione, si rassodano gambe e glutei…

E se organizzassimo un lungo weekend di danze popolari a Casa Bonita con il noto maestro Morgan Fazio? Vi piace l’idea? Intanto, vi avviso, mai mettere limiti alla fantasia della sottoscritta. E termina qui la storia di due genitori, Bea e Morgan, che stanno scrivendo pagine importanti per il futuro dei loro figli. In mezzo al Mediterraneo. A Minorca, appunto.

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